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T O P I C R E V I E W
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Posted - 16 January 2010 : 18:53:37 Come per le amalgame il problema delle intossicazioni è uguale per i metalli, per le leghe metalliche utilizzate per qualsiasi tipo di dispositivo protesico e non. Per le protesi dentali, per l'implantologia e per l'ortodonzia è possibile rendere inerte le lghe metalliche nobili e preziose
Daunderer su “foci dentali: diagnosi e trattamento”
estratti dal libro “Amalgama”, tradotto da Androme da Ed., 2001
INDICE
1.1 Tossicologia clinica 1.2 Intossicazione da amalgama – definizione
3.6 Foci dentali 3.6.1 Identificazione del focus 3.7 Anomalie del metabolismo 3.8 Grado di intossicazione
4.2 Prova dell’assimilazione delle tossine 4.2.1 Consiglio 4.2.1.1 Ortopanoramica (OPT) 4.2.1.2 Risonanza magnetica della testa (MRI) 4.4 Comprovata efficacia terapeutica
5 TERAPIA 5.1 Fine dell’esposizione 5.1.1 Rimozione dell’amalgama 5.1.1.1 Gravidanza e periodo dell’allattamento 5.1.2 Restauri dei foci dentali 5.1.2.1 Metodi chirurgici 5.1.2.2 Procedura terapeutica per foci e denti 5.1.2.3 Periodo di convalescenza 5.2 Disintossicazione dei depositi 5.3 Terapia per i pazienti danneggiati dall’ambiente
5.7 Dieci regole per le vittime di amalgama
6 ALTERNATIVE 6.1 Controindicazioni per i materiali dentali
7 RISULTATI TERAPEUTICI 7.1 Allergia, sindrome di Feer, allergia chimica multipla (MCS) 7.2 Mancanza di direzione, depressione 7.3 Dolori addominali 7.3.1 Danni epatici 7.3.2 Infiammazione pancreatica 7.4 Disordini della vescica 7.5 Anomalie nei dosaggi del sangue 7.6 Depressione, psicosi 7.6.1 Dipendenza da droghe 7.7 Diarrea 7.8 Epilessia 7.9 Disfunzioni della memoria 7.10 Dolori articolari 7.11 Perdita dei capelli 7.12 Infarto cardiaco, disordini del ritmo cardiaco 7.13 Non resistenza alle infezioni 7.14 Infertilità, impotenza 7.15 Interazioni 7.16 Mal di testa 7.17 Cancro 7.18 Paralisi, sclerosi multipla (MS), sclerosi amiotrofica laterale (ALS) 7.19 Debolezza muscolare 7.20 Gravidanza 7.21 Vertigini 7.22 Disordini della vista, dell’udito e della fonia 7.23 Fatalità, morte improvvisa dei neonati 7.24 Tremori 7.25 Lamentazioni continue 7.26 Psicosomatica
Capitolo 1
Era il 1840 quando l’amalgama fu messa fuorilegge per la prima volta negli Stati Uniti. A quel tempo e per 15 anni, ogni dentista che usava amalgama veniva espulso dall’ordine. Ma poi i ciarlatani sono diventati l’ufficialità, e i loro opponenti sono diventati alternativi, e così si è dato il via ad una tragedia di incommensurabili proporzioni, un dramma che continua ad avvenire nella vita delle persone. Per decenni, fino a quando negli anni ottanta non fu provato con il test del chewing-gum che ioni metallici dall’amalgama si riversavano nella saliva, l’opinione ufficiale era che i metalli tossici, mercurio, stagno, rame e argento non venissero rilasciati, che cioè le otturazioni in amalgama fossero inerti. Il fatto è invece che il mercurio nelle otturazioni in amalgama è una bomba a tempo, la rassicurazione che era stata al pubblico e ai dentisti che il materiale tossico fosse inerte non corrisponde al vero. Il rilascio è lento, il rilascio è continuo. Lo abbiamo provato noi, lo hanno provato tanti altri. I portatori di amalgama hanno livelli maggiori di mercurio depositato in tessuti ed organi. Potete fare anche voi un test di carico con DMPS, scoprirete che avete accumulato nell’organismo una quantità di mercurio proporzionale alle vostre amalgame. Altro che materiale inerte, altro che livelli di accumulo inferiori ai limiti tollerabili, altro che veleno espulso con le urine! Altro che guarigioni immaginarie a seguito della rimozione dell’amalgama. Al convegno sull’amalgama a Monaco tenuto il 15 settembre 1989, sessanta specialisti sostennero (nonostante le 25 pubblicazioni che provavano il contrario) che il mercurio inorganico nel corpo non si trasforma in mercurio organico. Questa e altre pubblicità rassicuranti dispacciate ai dentisti sono state oggi rettificate, ma l’avvelenamento mondiale delle popolazioni continua e la scusa a questo punto è che l’amalgama sia il mezzo più economico per curare i denti. Sono stati effettuati studi in merito secondo cui invece si dimostra che l’amalgama rappresenta il sistema più costoso, se si prende in considerazione l’alto costo delle cure mediche dei danni che essa causa. L’amalgama della madre passa al nascituro e contribuisce a patologie a carico del sistema nervoso dei figli quando crescono. Globalmente, la proporzione dei casi di sclerosi multipla, si correla esattamente con la quantità di mercurio usato dai dentisti. Senza l’amalgama la sclerosi multipla sarebbe ancora una malattia rara. Per non avere laghi inquinati dal mercurio bisogna non farne uso in odontoiatria, perché questo va a finire anche nei pesci di acque dolci. Più si usa amalgama, più tossicità è presente nel nostro cibo. Sono noti gli avvertimenti contro il mercurio di distinti personaggi: nel 1874 J. Payne, un dentista, scriveva nel Chicago Medical Journal: “ci sono 12.000 dentisti negli Stati Uniti che sono commercianti all’ingrosso di questo veleno (amalgama), e richiedo, come garante della salute pubblica, la cooperazione dell’Associazione Nazionale dei Medici per proporre una legge che punisca chiunque inserisca nei denti una sostanza che causi danni all’uomo.”. Fu nel 1910 che il Prof. Stock, direttore dell’Istituto Max-Planck e professore di chimica, rivoltosi al più grande tossicologo clinico tedesco, il Prof. Lewin, guarì dai disturbi al sistema nervoso centrale (allora nota come sindrome di Feer) di cui soffriva a causa dei vapori di mercurio nel suo laboratorio semplicemente rimuovendo le otturazioni di amalgama. Dopo le rimozioni, Stock si sentì un uomo nuovo e cercò di allertare tutti i dentisti sollecitandoli a non continuare ad avvelenare i loro pazienti. Fondò a Berlino un istituto per indagare sul problema. Dopo 10 anni, questo istituto dichiarò che gli avvertimenti di Stock “sul peggiore dei mali verso l’umanità attraverso l’uso di amalgama” erano corretti, e che “l’amalgama doveva essere evitata subito appena si fosse trovata un’alternativa”. Gli anni del fascismo furono anni bui in cui l’industria chimica avanzò e con essa l’uso di amalgama. Negli anni Sessanta i dentisti ritornarono ad argomentare come se Stock non fosse mai esistito. E sempre hanno fatto finta di essere sordi, anche quando erano disponibili nuovi materiali alternativi. È veramente incredibile che le persone malate non siano informate apertamente circa la necessità di una rimozione di amalgama e oro nel caso si manifesti un sovraccarico di disturbi del sistema immunitario (allergie) e che non si debbano usare altri allergeni per combatterli. Nel paese dove per prime nascono le industrie chimiche, come la Germania, l’amalgama non viene riconosciuta ufficialmente come pericolo. I pazienti vengono classificati come “malati mentali” e coloro che li aiutano sono definiti “nemici del sistema”. Poiché nessuno ne conosce gli effetti tossici, i dentisti continuano ad usare gli opzioni assolutamente controindicate, come palladio e platino, per sostituire le otturazioni. Il paziente, che si ammala sempre di più, è ridicolizzato e tacciato di ipocondria.
Poiché i componenti dell’amalgama si accumulano sotto le radici del dente e lì causano lo sviluppo di batteri pericolosi e anaerobici, il risultato è sempre il deterioramento del dente, il coinvolgimento del dente, l’infiammazione cronica della radice dentale (periodonto e poi osso) e con essi la malattia si propaga all’organo correlato. Gli effetti dell’avvelenamento sono difficili da capire, come per esempio le infiammazioni croniche di origine dentale e i danni che queste procurano all’organismo. La cosa è complicata oltre che triste, a cosa servirà una valutazione che non includa tutti i fenomeni? In questo campo tutti parlano dando sfoggio di superficialità e di mancanza di attenzione che portano ad incompletezza nelle valutazioni del danno subìto.
Una volta inserita, l’amalgama produce danni a lungo termine – che durano perfino dopo la sua rimozione. L’amalgama incide molto sulla mortalità per malattie cronico-degenerative. L’amalgama dentale, come l’oro, è anche la causa di molti disturbi moderni come l’infarto cardiaco, il colpo apoplettico, sclerosi multipla, diabete mellito, reumatismo e cancro. Chi sa cosa rappresenta l’amalgama inizia a tenersene alla larga.
Secondo le mie osservazioni solo il paziente bene informato e intelligente avrà una chance per sfuggire o almeno limitare i danni dell’avvelenamento. Questo testo è stato scritto in base all’esperienza fatta con più di 20.000 pazienti.
1.1 Tossicologia Clinica
La tossicologia è il perno della medicina; è la scienza che si occupa degli aspetti sconosciuti della vita, ovvero delle condizioni che causano il sintomo. Le persone ignoranti pensano che la tossicologia sia solo una carlataneria. L’autore, come professore universitario, docente di Tossicologia all’Università Tecnologica di Monaco, ha un’esperienza da più di 25 anni come medico di pronto soccorso per i vigili del fuoco, per i salvataggi in elicottero, mentre come medico tossicologo privato, è stato direttore di numerosi dipartimenti universitari e si è impegnato in servizi internazionali nei luoghi di catastrofi da avvelenamenti (Seveso, Bhopal) per il governo tedesco. È stato testimone di più di 120.000 casi seri di avvelenamento, fra cui oltre 5.000 da incidenti.
I medici non hanno esperienza nel riconoscere e trattare l’avvelenamento da amalgama. Quando ai medici viene menzionata l’intossicazione cronica da metalli pesanti subito essi portano alla memoria e usano le nozioni astratte acquisite nel curriculum universitario sull’intossicazione “acuta”. Che confusione! È come cercare di spiegare gli effetti di decenni di fumo nella persona che si ha davanti usando le descrizioni degli effetti acuti. L’intossicazione acuta, per es. da alcool, ha effetti che sono quasi sempre necessariamente opposti a quelli dell’intossicazione cronica. L’intossicazione acuta da nicotina è stimolante mentre quella cronica può portare all’infarto.
MA ALLORA, SE NON AVETE ALCUNA ESPERIENZA NELLA TERAPIA DEGLI AVVELENAMENTI, NON DOVETE NEANCHE PIU’ USARE QUESTE SOSTANZE TOSSICHE?
È solo quando si vede il medico inerme di fronte al paziente al termine di una lunga storia di avvelenamento che si capisce quanto sia importante la prevenzione, e che molto possono dirci le osservazioni della tossicologia clinica.
Innanzitutto sarebbe utile che tutti sapessero che ci saranno 100.000 casi di intossicazione cronica per ogni caso acuto di intossicazione da amalgama osservato. Poiché la nostra mandibola funziona da deposito di tossine, il tossicologo sarà particolarmente interessato a valutare i metalli e materiali tossici usati in odontoiatria e i loro effetti e i loro accumuli (insieme con i gas di scarico delle automobili, i veleni domestici o i pesticidi che pure si accumulano nella mandibola).
Qualcuno che evidentemente non ha la minima nozione di tossicologia vuole negare che sostanze tossiche prese in basse dosi cronicamente intossichino, solo perché l’organo colpito non si riprende e la malattia rimane anche dopo la rimozione dell’amalgama!? Ma chi l’ha detto che i danni tossicologici sono sempre reversibili? Questo vale per qualsiasi veleno: c’è sempre una probabilità che un organo venga danneggiato in modo permanente a causa delle tossine. Chi l’ha detto che i depositi che non sono rimossi non ostacolino le guarigioni? Per questo i pazienti lungamente e gravemente affetti possono evitare peggioramenti sostanziali della salute soltanto sacrificando tutti i loro denti. È per questo che alcuni di loro si possono salvare solo con l’uso di rimozione chimica (dagli organi) e chirurgica (dai seni mascellari).
Rimane incomprensibile per un tossicologo, come si possano riempire con svariati grammi di mercurio liquido (!) altamente tossico i denti della gente e poi aspettarsi che il veleno accumulato e la sensibilizzazione subìta non influiscano sull’equazione dello stato di salute. Questa non è tossicologia. La tossicologia clinica ci dice un’altra storia. Solo mediante queste osservazioni e gli strumenti a disposizione del tossicologo per allontanare la causa è possibile avvicinarsi a questi pazienti e fare qualcosa di utile per loro. La società del progresso è piena di queste vittime con malattie autoimmuni. Per non parlare dei processi deprecabili innescati in termini di malattie cronico-degenerative nell’età adulta, dal mercurio dentale materno nel feto. .
1.2 Definizione dell’avvelenamento da amalgama.
L’avvelenamento da amalgama è un avvelenamento cronico, dove i risultati delle analisi delle urine e del sangue sono pressochè normali.
Uno dei meccanismi da considerare nell’intossicazione cronica a basse dosi di metallo pesante è quello che avviene a livello genetico. È il meccanismo per il quale il veleno accumulato solo a distanza di decenni causa malattie autoimmuni. E l’innesco è mediato dai siti genetici suscettibili di attacco da parte dei metalli, ce ne sono una sessantina che presentano il gruppo sulfidrile legato all’acetil coenzima A.
Il blocco del gruppo sulfidrile operato dal metallo tossico può causare anche disturbi al sistema nervoso; il sistema immunitario nel tempo è sfiancato dall’azione continua delle basse dosi, è ciò può dare origine alle malattie più varie.
Le reazioni immunitarie si rivolgono contro lo stesso organismo, singoli organi, distruggendoli; ad un certo punto sarà troppo tardi anche per intervenire con la rimozione parziale delle cause. Molti bambini già nascono con indebolimento immunitario nei confronti dell’amalgama e con allergie causate dall’amalgama ricevuta dalla madre via la placenta o dal latte. Che tristezza per il fatto che non siamo riusciti a difendere la maggior parte dei nostri bambini dalla lenta programmazione alla malattia e alla capitolazione di fronte all’amalgama. Ma le reazioni immunitarie non le vedete salire con gradualità, dal livello uno, due, tre,... sei, sette, ..., nove, dieci. No. Quando avvengono è già tardissimo. L’organismo ha subìto in silenzio, senza allergia visibile, e alla fine quando si individua l’intossicazione cronica, l’attivazione immunitaria alterata e la sua causa, la cosa è già diventata super-complicata. Visto che a quel punto la battaglia è impari, risulta cruciale che vi sia tutta l’attenzione dei medici e dei pazienti per cercare di rimuovere tutte le tossine alla radice dentale e dagli organi. La battaglia può essere vinta solo se le cause e gli effetti vengono identificati e rimossi da specialisti, spesso richiedendo più sforzi diversi. Non solo è costoso tutto questo tentativo di recupero del paziente, ma esso ha ormai una salute fiacca e diventa sensibile ai tentativi di eliminazione di fonti di tossine. Non è un caso che questi pazienti complicati richiedano le attenzioni di un gran numero di specialisti.
Nella letteratura medica un avvelenamento è definito un “fattore di stress”.
SE RIUSCITE A RIPRENDERVI BENE DA UN’INTOSSICAZIONE DA AMALGAMA, CREDO POSSIATE RITENERVI DAVVERO FORTUNATI
Capitolo 3
... ...
3.6 Foci dentali
L’amalgama produce modificazioni batteriche. Quando succede che una sostanza simile ad effetto antibiotico impregni un certo sito per un lungo periodo di tempo, lì si moltiplicano funghi e batteri resistenti. Questi, allora trasformano il già pericoloso mercurio inorganico nell’altamente tossico mercurio organico, che si accumula nel cervello. Si chiama “focus dentale” il sito dove i batteri e i virus crescono attorno al periodonto e alla radice dei denti. Generalmente il “focus” si auto-limita ed è invisibile ai raggi X. Tipicamente può causare l’infiammazione del trigemino via la medulla oblungata (che è un punto di congiunzione localizzato nella testa). Sostanzialmente tutti i nervi vengono interessati, ma nessun organo è escludibile a priori. Vengono colpiti con maggiore frequenza organi specifici che sono in relazione con il relativo dente, come i cinesi scoprirono 3.000 anni fa. Questo schema si chiama il “diagramma del focus dentale”. Ogni organo danneggiato è un risultato diretto dell’avvelenamento da amalgama ed è perciò una parte del danno causato dalla stessa. Come in un vocabolario, si può vedere in questo diagramma, qual è il sistema organico danneggiato dall’accumulo di amalgama, per esempio, dove possiamo aspettarci che si sviluppi un danno autoimmune.
Consideriamo un periodonto con infiammazione cronica causata da decadimento della polpa a causa di batteri, funghi o tossine; sotto questo dente che all’occhio attento si rivela come un focus nella lastra panoramica, per ottenere una conferma sul campo può essere iniettata procaina. Dopo circa 20 minuti, il paziente improvvisamente prova dolore nell’area corrispondente al focus (per esempio, colonna vertebrale, occhi, ecc. – vedi irritazione da focus). Gli organi corrispondenti ad ogni dente sono elencati nello schema.
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C’è una difficoltà però: i denti hanno connessioni sulla destra e sulla sinistra, sopra come sotto, nel palato o nella superficie della lingua, dipende dalla radice infettata. I denti con tre radici, per esempio, possono avere una o due radici infiammate (ad aggiungere incertezza alla valutazione).
Tipici focus sono: i denti devitalizzati, le amalgame profonde (vicine alla radice), amalgame sotto l’oro, frammenti di amalgama nella mandibola o sotto la radice, ma anche batteri e tossine che sono finiti nelle ferite mandibolari dopo un’estrazione. Questa è la causa più frequente di carenza cronica da zinco, reumatismo e problemi cardiaci. I foci unilaterali porta ad un danno unilaterale del cervello che si associa ad un problema fisico nella parte opposta del corpo.
Localizzazione dei foci: denti, tonsille, appendice, cistifellea, seni sinusali, cellule etmoidi,
Stato di infiammazione: 1. nascosta – senza sintomi 2. manifesta – danno organico acuto 3. irreversibile – danno organico permanente
Diagnosi: a. raggi X, risonanza magnetica, analisi funzionali, diagnosi neurologiche b. tampone per funghi e batteri c. diagnosi delle tossine (mediante biopsie)
Trattamento: in caso di focus dentale, si può ottenere un significativo miglioramento delle condizioni del paziente solo con una estrazione tecnicamente corretta e con una pulizia chirurgica della ferita – dopo il terzo giorno, si possono verificare pesanti complicazioni all’organo colpito che lentamente migliorano. Se si verifica una ricaduta nell’organo interessato e i sintomi diventano insopportabili, il vecchio focus deve essere riaperto chirurgicamente e pulito di nuovo. Ciò deve essere ripetuto ogni sei mesi.
3.6.1 Identificazione del focus
Descriviamo la tecnica per identificare un sito di infiammazione della mandibola o “focus”. La radice del dente che all’ortopanoramica risulti modificata, deve essere trattata con una iniezione di anestetico (solo procaina, senza aggiungere altro, né vasocostrittori né conservanti); questa viene chiamata “neuralterapia”. Se l’infiammazione dentale è la causa del danno all’organo corrispondente, allora l’organo infiammato sarà dolorante dopo l’anestesia al focus dentale. Se non ci sono significativi miglioramenti nell’organo corrispondente dopo tre iniezioni a distanza di una settimana, il focus deve essere bonificato, cioè il dente deve essere estratto e la cavità del dente trapanata, in modo da porre delle gocce di antibiotico all’interno ricoperte da una striscia di garza, rinnovandola periodicamente, fino a che l’osso guarisce e la ferita si chiude verso la cavità orale. Provvisoriamente, il focus può essere massaggiato dall’esterno (per esempio il dente 48 in caso di problemi di cuore).
DIAGRAMMA DEL FOCUS DENTALE (vedi pagina separata) Dove è presente un disturbo metabolico dell’osso, un “focus”, tutti i veleni ingeriti (principalmente per via respiratoria) vengono accumulati e vanno a rinforzare la malattia da amalgama. Un paziente affetto da amalgama non guarirà se non eviterà questi fattori addizionali.
3.6 Anomalie del metabolismo
Esiste un minor bagaglio di autonomia genetica in alcune vittime da amalgama, per cui la persona debole non espelle il veleno dalle vie usuali dei reni, ma principalmente attraverso il fegato. In questo caso il mercurio viene espulso dalla cistifellea nell’intestino. Questo può portare a coliti, con irritazione locale, o a psicosi attraverso accumulo di metallo organico nel cervello. Per evidenziare questa situazione si può andare a determinare la quantità di espulsione del mercurio nelle terze feci dopo aver preso una certa dose di DMPS.
3.7 Grado di avvelenamento
L’esperienza clinica ci dice che il livello di gravità di un avvelenamento da amalgama dipende da dove si è andata a localizzare l’amalgama, da quanta se ne è accumulata nel corpo e soprattutto dal grado di sensibilizzazione ad esso; passano in secondo luogo considerazioni sul numero di otturazioni presenti al momento, o dall’amalgama nascosta nelle radici o quella sotto le corone d’oro.
A determinare il danno da avvelenamento non è il numero di otturazioni ma piuttosto l’accumulo di tossine nell’organismo, la sensibilizzazione ad esse e le disfunzioni metaboliche in quell’organismo.
La tendenza ad avere accumulo di tossine, d’altra parte, dipende da tutti i fattori sopraelencati.
La localizzazione dei depositi tossici determina la natura dei sintomi
4.2 Esame dell’assimilazione di veleno
4.2.1. Consigli
Ai medici esperti l’ortopanoramica (OPT) consente una rilevazione rapida di dati sull’avvelenamento. I prerequisiti per l’utilizzo di queste tecniche sono esperienza con almeno 500 casi di avvelenamento, la conoscenza del decorso della malattia e le relative analisi di laboratorio. In questo modo il paziente può spesso evitare numerose analisi e operazioni.
4.2.1.1 Ortopanoramica (OPT)
Il livello di radiazione di un’OPT è, al massimo, circa un centesimo di una radiografia ad un singolo dente, dove le radiazioni passano, attraverso il corpo dalla parte superiore, senza la protezione e si riflette sullo sterno e sulla colonna vertebrale con la possibilità di causare danni considerevoli alle gonadi. Ciò significa che una radiografia standard ad un singolo dente procura un’esposizione 100 volte maggiore che non un’OPT; oltretutto la singola radiografia è incompleta e non serve per una diagnosi tossicologica perché non evidenzia l’area sotto la radice.
Un osso sano mostra nella radiografia una struttura regolare, senza intervalli bianchi o neri
Si prendano in esame questi tessuti: il periodonto, collo del dente, vasi sanguigni e canali nervosi, densità dell’osso, legamento mandibolare, mandibola, mucosa delle sinusoidi paranasali, adenoidi della mascella, linfonodi all’angolo della mascella, corpi estranei nell’osso, metalli e accumulo di altre tossine metaboliche.
La mandibola è il nostro filtro e organo contenitore di tutto quanto viene inalato e di tutto il veleno in essa impiantato. Un medico con esperienza può identificare nell’ortopanoramica (che è diversa dalla scintigrafia) tutte le tossine a lungo termine e può riscontrare come l’organismo reagisce a queste sostanze estranee.
Identificabile in un’OPT sono:
foci da metalli, pesticidi, solventi, PCP, formaldeide nell’ossa mandibolare, denti devitalizzati (per esempio: cure canalari), denti del giudizio con foci (per esempio: cresciuto in un canale nervoso)..
Localizzazioni nell’osso mandibolare Tossine Risultati nell’OPT Innalzamento dell’angolo dell’osso mandibolare Formaldeide (da fumo passivo o attivo)SolventiPCPPesticidi Mostra una macchia, i bordi del canale nervoso sono contornati da una banda luminosa Sotto la punta della radice MetalliOsteomieliti FormaldeideSolventi, PCPPesticidi Focus luminoso a forma di ghirlanda, fra le radici a forma di discoLuminosa macchia a forma di virgolaArea scuraLaghi neri (sotto il 6°dente) Base della mandibola Amalgama Luminosa, con un leggero riflesso appannato Metalli (palladio e oro) Luminosa, simile a una frustata, forte riflesso
Differenziamo fra le seguenti aree dei focus nella mandibola: cervello, occhi, orecchie, nervi. Cuore, tratto gastro intestinale, testa, reumatismi, ormoni, diabete, allergie, ecc…
Le anomalie diagnosticate sono indicazioni che servono perché altre diagnosi tecniche le ribadiscano (analisi di laboratorio per metalli nelle radici dei denti, SPECT per solventi ecc.)
4.2.1.2 Risonanza magnetica al cervello
La risonanza magnetica non è una lastra ai raggi X; utilizza i campi magnetici – non richiede l’uso di mezzi di contrasto (gadolinium). I problemi che riguardano questa ricerca aumentano con la quantità di metalli presenti nella bocca del paziente. Questi possono manifestarsi con il rischio di claustrofobia – i vecchi macchinari prevedono che il paziente entri in un tubo ristretto dalla testa al petto. Oggi, però, esistono macchine più confortevoli (anche se la presenza di palladio in bocca può causare sensibilità dovuta al pesante campo magnetico).
L’esperto radiologo può identificare depositi e conseguenti reazioni del cervello nella mandibola, nelle cavità, così come atrofizzazioni cerebrali dovute alle tossine, focolai, MS, difetti alla nascita, anomalie negli occhi, nell’orecchio interno, il cervelletto, il sistema respiratorio e altri. Un risultato dell’analisi che riguarda le tossine può essere fornito solo mettendolo in relazione con gli esami e i decorsi tossicologici. Il radiologo può solo identificare i cambiamenti morfologici, per esempio, un allungamento degli spazi Virchow-Robin, ma le cause gli rimangono nascoste. Le tossine sospettate (attraverso valutazione OPT) possono essere confermate con risonanza magnetica.
F O C I
Alveoli dentali Ai raggi X, l’amalgama che circonda le radici ha l’aspetto di un metallo molto denso. Anche tutti gli altri metalli, come piombo, bismuto, alluminio e altri appaiono simili lì dove si depositano. Depositi rimossi chirurgicamente possono essere analizzati per ottenere l’esatta concentrazione del metallo accumulato.
Cavità mascellari Gli stessi metalli si possono accumulare nelle mucose delle membrane come nelle cavità dentali. Una membana sana risulterà nera sull’immagine, mentre una ricca di metalli appare di una luminosità bianca da lieve a intensa. Se si sospetta un accumulo, si può inviare un campione di tessuto ad un laboratorio per l’analisi dei metalli.
Ghiandola pituitaria I metalli inalati si accumulano nel lobo anteriore, mentre quelli dentali nel lobo posteriore (amalgama, palladio).
Tronco cerebrale (brain stem) Tutti i metalli inalati si accumulano nel lobo anteriore. I foci in questa zona causano sindromi chimiche multiple (MCS); cioè intolleranza verso tutte le tossine inalate e allergia alle medicine (vitamine, psicofarmaci). Nel centro deputato alla respirazione, si possono trovare foci causati da tossine quali amalgama, che portano al coma (apnea nel sonno).
Cervelletto L’amalgama inalata forma depositi metallici intorno al cervelletto, e interferisce con le sue funzioni causando talvolta difficoltà nel camminare (sedia a rotelle!). Altra possibile conseguenza è l’atrofia cerebrale.
Cervello I depositi di metalli nel cervello causano atrofia cerebrale.
Ventricoli laterali Ogni portatore di amalgama e ogni bambino di madre portatrice di amalgama mostrano depositi ghiaiosi di metalli, a forma di testa di spillo, chiamati UBOs (“unknown bright objects”, che sono lesioni della materia bianca). Quando i pazienti con questa patologia tolgono l’amalgama senza tripla protezione o viene loro sostituita con palladio, abbiamo rilevato con il controllo tomografico in più di 200 casi, delle grandi macchie (macchie da sclerosi multipla) correlate a disturbi del sistema nervoso (qualche volta si arriva alla sedia a rotelle). D’altra parte una corretta sostituzione di amalgama con conseguente disintossicazione porta entro qualche anno alla scomparsa di UBOs. I depositi di amalgama, nella catalogazione dei disturbi da metalli questi si distinguono in: disturbi dei vasi (microembolismo) e dei tessuti (grassi).
Palladio I foci all’interno del cervello (brain core) nel lato destro causano manie, nel lato sinistro depressione. I foci si riscontrano spesso in casi di sclerosi multipla. Solo raramente si trovano foci ugualmente gravi in entrambi i lati, il più delle volte colpiscono il lato sinistro, meno solo quello destro. Dopo ogni rimozione si osservano cambiamenti nel paziente.
4.2.2.3 Analisi di laboratorio
Tutti i tessuti rimossi – le radici dei denti estratti, il periodonto, così come il contorno della mandibola, la placenta o un tumore – devono essere analizzati in laboratorio per valutare l’accumulo delle tossine. Anche l’analisi della formaldeide sarebbe auspicabile (perché ampiamente usata in endodonzia), ma per farla bisogna far ricorso a metodi di conservazione dei campioni che escludano l’uso (diffuso) questa stessa sostanza. Se il laboratorio trova un accumulo di tossine bisogna rimuovere chirurgicamente il focus.
Radici dentali Il miglior metodo a nostra disposizione per rivelare l’avvelenamento cronico da ingestione nel corso degli anni passati secondo noi è mediante l’analisi delle radici dei denti. È facile fare ciò e ci dà un’idea dello status del paziente. La punta della radice si polverizza nel laboratorio tossicologico e si analizza, attraverso lo spettrometro, per la presenza di 54 metalli, dei quali 12 più importanti appaiono nei referti. In molti casi i livelli di tossine nei denti sono estremamente alti: piombo, cadmio, formaldeide, alluminio sono molto importanti per identificare ed evitare tossine ambientali. Poiché lo zinco è necessario all’espulsione di questi metalli pesanti, la sua concentrazione nei denti indica la quantità di antidoto necessaria. Nelle radici estremamente sature di metalli rimangono foci. Il solo trattamento possibile è la loro rimozione e il risanamento della ferita. Non bisogna buttare i denti. Nelle cause legali devono essere esaminati per la verifica delle tossine. Il grado di avvelenamento nella mandibola può essere dedotto dalla radice dentale. Si raccomandano le analisi del tessuto mandibolare. Questo indica il grado di intossicazione dell’intero organismo.
Batteri e Funghi Poiché batteri (anche virus) e funghi dannosi pullulano intorno alle radici fortemente intossicate, il dentista può prelevare una striscia campione (cotone lana a coltura). Il materiale viene spedito in un laboratorio per l’esame in un contenitore sterile. Poi il dentista deve tenere la ferita aperta con una striscia di garza con unguento antibiotico, così che i batteri e le tossine possano venire in superficie.
4.4 Comprovata efficacia terapeutica
La regressione delle condizioni patologiche o la scomparsa di sintomi per effetto dell’interruzione all’esposizione e per rimozione di tossine è sempre da considerarsi una dimostrazione dell’intossicazione cronica in quel paziente. Un alcolizzato, per esempio, vedrà non appnea smette di consumare alcool i risultati della disintossicazione: ad es. i livelli della funzionalità epatica tornano normali o un’insonnia scompare. Un fumatore capirà il danno quando smettendo di fumare scompariranno le bronchiti croniche e l’anoressia. È lo stesso per un paziente affetto da danni da amalgama: la prova più importante è la scomparsa dei vari sintomi dopo la rimozione. Ma la reversibilità non è scontata. L’avvelenamento cronico da amalgama, causa danni talora irreversibili, dipende da diagnosi precoce, disposizione genetica, sensibilizzazione e localizzazione dei depositi. Inoltre, i pazienti seriamente ammalati, per esempio con malattie autoimmuni, possono migliorare solo dopo un radicale intervento chirurgico (rimozione totale), dove vengono ripuliti tutti i depositi mandibolari dopo l’estrazione dei denti.
Il processo di guarigione dopo la rimozione delle tossine è la prova più importante dell’esistenza di un avvelenamento
Chi fa guarire è nel giusto
Guarigioni miracolose Psicologia e psichiatria guardano con invidia a quei pochi dentisti che con esperienza e sotto tripla protezione tolgono l’amalgama sostituendola con materiali preventivamente testati e per questo sono considerati guaritori perché scompaiono malattie come insonnia, mal di testa, depressione, artriti reumatoidi, artrosi, paralisi, sclerosi multipla e diabete, cancro e molte, molte, molte altre malattie. Un giorno l’intero edificio che è la psichiatria dovrà essere costruito di nuovo, si vedrà che la storia inizia quando si va dal dentista, tutto quello che va monitorato è cosa passa dalle sue mani alla bocca del paziente e in che locazione. Se il dentista metterà amalgama nei denti dell’arcata superiore, allora appariranno disturbi psicologici; se la metterà in quelli inferiori, avremo danni immunologici, artriti reumatoidi, cancro. Non è mai la madre che determina le malattie infantili geneticamente ma piuttosto il dentista, impiantando amalgama in vari posti. (vedi capito 3.6).
5. TERAPIA
Schema di terapia Se positivo Rimuovere amalgama Rimuovere le tossine nei focus Chewing-gum test + DMPS/DMSA test + Patch test per amalgama + Focus sull’ortopanoramica + Focus sulla risonanza magnetica + Analisi delle radici del dente + Test autoimmuni +++ Alpha-1-microglobuline + Glutatione transferase sopra 70% + Glutatione transferase sopra 60% + Evidenza di palladio + Evidenza di pesticidi + Evidenza di solventi + Evidenza di formaldeide +
5.1 Fine dell’esposizione
L’amalgama come l’amianto deve essere tolta prima possibile
La misura più importante e decisiva da prendere in presenza di avvelenamento cronico o di allergia è sospendere l’esposizione alle tossine. Non importa se l’avvelenamento è causato dall’alcool, dal fumo o dall’amalgama, ma nel caso di amalgama la tossina è ancora trattenuta nell’intero organismo. Più è esatto il riconoscimento della locazione dei depositi delle tossine, maggiore è il successo della disintossicazione. Più il dottore sarà competente con le procedure diagnostiche, maggiori saranno le chances per il paziente di evitare i veleni completamente. Non importa altro.
Il medico che guarisce, ha ragione
Dai medici che hanno successo nella cura dei pazienti possiamo imparare cosa serve per guarire la malattia.
L’amalgama non può essere rimossa dall’organismo, ma solo ridotta.
In casi di sensibilizzazioni o di disturbi al sistema immunitario bisogna intervenire chirurgicamente per rimuovere i grandi depositi di veleno innestati nell’osso mandibolare, che il DMPS non può disintossicare completamente. In ogni caso si può raggiungere un successo parziale.
5.1.1 Rimozione dell’amalgama
Nei casi di sintomi lievi, la rimozione di amalgama significa rimozione con tripla protezione. In casi di danneggiamento di organi il trattamento include anche la rimozione di foci tossici. Poiché durante la rimozione, il mercurio e le altre tossine dell’amalgama entrano nell’organismo, ricordatevi questo:
Più il paziente è ammalato meno può essere tollerata la fuoriuscita di amalgama durante la rimozione
Rilascio delle tossine durante la rimozione di amalgama La rimozione protetta dell’amalgama, quando si è costretti ad usare il trapano determina una notevole esposizione di mercurio monitorabile con l’esame delle feci; ma anche in caso di estrazione del dente è inevitabile (secondo i risultati del mercurio nelle feci) una seppur piccola mobilizzazione dai depositi vicini alle radici dei denti.
La rimozione protetta: Se effettuata per consumo con il trapano: 10.000 mcg/kg nelle feci di rilascio di mercurio per dente Se effettuata per estrazione del dente: 700mcg/kg nelle feci di rilascio di mercurio per dente
Rimuovere l’amalgama sempre sotto tripla protezione
Da un punto di vista tossicologico, le otturazioni in amalgama sono sempre una sorgente di veleno e perciò devono sempre essere rimosse sotto misure protettive (normalmente un quadrante a settimana) e sostituite con il materiale meno dannoso che deve essere sempre testato per la sua compatibilità.
Materiali protettivi: - diga, - protezione degli occhi (occhiali da piscina), - tubi nasali da entrambe le parti, con il riduttore (respirazione in ossigeno di 8 litri per minuto), - trapano sterile di materiale duro, alta velocità (non turbina), non trapanare, solo dividere e tirare fuori il materiale, ponendolo su tessuto sotto forte aspirazione.
Rimuovere l’amalgama lentamente in modo cauto, non velocemente
Preparazione 1. Fare un’ortopanoramica. Identificate i metalli. 2. In caso di debolezza muscolare o di sintomi di paralisi, fare sempre una risonanza magnetica della testa (MRI), se ci sono piccoli depositi nel cervello non bisogna trapanare l’amalgama, invece il dente deve essere estratto dopo che è stata tagliata la sezione con amalgama. 3. Test di proliferazione dei linfociti per evidenziare lo stato di sensibilizzazione ai diversi materiali per otturazioni dentali. 4. Chewing-gum test per mercurio e stagno, possibilmente anche altre analisi di laboratorio (piombo, palladio) per valutare il presente stato di intossicazione (l’avvelenamento più grave rivela una concentrazione di mercurio e di stagno insieme più alta di 50 mcg/litro) e per provare l’intossicazione. 5. Test delle feci post-iniezione DMPS per disintossicare depositi molto vecchi in caso di grave danno nervoso (paralisi, cecità, sordità), danni al sistema immunitario (cancro, AIDS, calvizie). Bisognerebbe fare anche le analisi bioptiche dei depositi sottodentali di mercurio, stagno e rame. 6. Bisogna documentare tutti i sintomi di avvelenamento da dottori specialisti (neurologi, dermatologi, glutatione-s-trasferase in %, alpha-1-microglobuline, patch test dei 7 giorni), eccetera.
Rimozione dell’amalgama solo sotto tripla protezione
Rimozione dell’amalgama
È imperativo usare la seguente procedura:
1. Diga in gomma (tessuto di silicone). Micromotore e alta velocità, aspirazione forte. Non trapanare ma tagliare e asportare in profondità nel tessuto sano ( non devono esserci residui nell’ortopanoramica). 2. Ossigeno, 8 litri/minuto, più occhiali di protezione contro i vapori di mercurio/stagno. 3. Assumere DMPS (DMSA), una capsula due ore prima di ogni seduta. Alla fine della seduta, sciacquare la bocca con un sorso di sodio tiosulfato (Nathios), 10%, 10-20 ml, ingoiandone solo un po’ alla fine. Senza la prevenzione con DMPS, la rimozione deve procedere lentamente, quadrante dopo quadrante.
Dopo la rimozione (= saliva libera da metalli)
- estrarre tutti i denti devitalizzati e analizzarli tossicologicamente per formaldeide, arsenico, mercurio, batteri ed eventualmente palladio - Estrarre denti del giudizio inclusi i follicoli - Tutti i denti con le radici infettate (ingrandite, a forma di pistone, con trasformazioni ossee come perle infilate) devono essere estratti (prima sopra, poi sotto). I metalli che si sono infiltrati nell’osso devono essere asportati e la ferita deve essere lasciata aperta da 2 a 4 settimane (molto importante) con strisce di garza e unguento antibiotico; analizzare la garza. Analisi tossicologiche come sopra. - Se c’è un tumore (cancro o altro), bisogna sottoporlo ad esame per la presenza dei componenti dell’amalgama (mercurio, stagno, argento, ecc..)
Esaminare sempre i denti estratti per la verifica delle tossine e del pus
- Dopo la rimozione di amalgama, riempire le cavità con materiale sintetico privo di metalli, o, in caso di intolleranza alla formaldeide, con cemento come provvisorio per 2 o 3 anni fino a che i sintomi di avvelenamento spariscono o fino a che i metalli non vengano individuati nella mandibola. - In caso di danni al sistema immunitario o nervoso, disintossicare con DMPS: per evitare un’allergia, prenderlo di rado, ma ad alte dosi. Ogni sei settimane fare un’iniezione intramuscolare di DMPS. In caso di problemi renali prendere una capsula di DMPS a settimana a stomaco pieno. - Se ci sono foci nel cervello, inspirare quattro volte a settimana da un’ampolla aperta di DMPS, ogni volta inspirando sei volte. - In caso di mancanza di zinco, prenderne un supplemento (zinco-aspartato 0-50-100 mg/al giorno). - Mai il selenio.
Usate solo materiali dentali alternativi che avete trovato adatti con il test di compatibilità
La tripla protezione e la ricostruzione con materiali privi di metalli sono estremamente importanti se il test allergico è positivo o se c’è un problema ai reni con aumento del livello delle alfa-1-microglobuline.
5.1.1.1 Gravidanza e allattamento
Non rimuovete amalgama durante la gravidanza
In nessun caso si deve lavorare sull’amalgama durante la gravidanza, perché i vapori di mercurio inalati causano seri danni al feto. Abbiamo spesso visto danni gravi ai neonati a causa della rimozione non protetta di amalgama della madre. In caso di dolore del dente, il dente con otturazione in amalgama deve essere estratto per proteggere la gestazione del feto. Per prevenire un avvelenamento inutile, durante la gravidanza e l’allattamento le superficie aperte delle otturazioni in amalgama non dovrebbero essere raschiate e dovrebbe essere evitato il rilascio di mercurio causato dall’uso di dentifrici al fluoro, digrignamento dei denti (problemi di occlusione), uso di chewing-gum, cibi caldi o acidi (aceto), DMPS/DMSA, vitamine (C, B) e selenio, che è assolutamente dannoso perché forma il pericoloso ed embriotossico mercurio organico.
Proibiti durante la gravidanza sono: - lucidature dell’amalgama - digrignamento - chewing-gum - cibo caldo - cibo acido - dentifrici al fluoro - vitamine - selenio
Una dieta ricca di zinco e non masticare molto sono le sole misure di emergenza in questi casi.
5.1.2 Scoprire le locazioni delle cavitazioni (focus) dentali con tossine
I denti sono liberi da foci dentali solo fino a circa l’età di trent’anni, poi appaiono danni agli organi. Quando c’è anche amalgama, i foci dentali possono apparire anche in età infantile. Un medico con esperienza può identificare i foci dall’ortopanoramica, ma il medico senza esperienza li può visualizzare solo con la scintigrafia (con alta esposizione ai raggi X!).
Danno dell’organo età
Quando si vanno a bonificare aree con foci dentali bisogna sapere bene quali tossine (metalli, solventi, formaldeide, pesticidi, conservanti del legno, ecc…) si trovano nei denti, nelle gengive e nell’osso mandibolare. Oltre all’amalgama, ci sono altri metalli (per esempio oro, palladio o nichel-cromo-molibdeno) provenienti da perni, corone, ponti e protesi che causano anche patologie o ostacolano la guarigione. È compito del medico (con il dentista) riconoscerli e se necessario suggerire la loro rimozione e la corretta sostituzione. I denti morti trattati con cure canalari e altri foci con tossine nell’osso mandibolare (per esempio granulomi da depositi di metalli) dovrebbero, per quanto riguarda l’aspetto tossicologico, essere sempre rimossi. In pazienti con disturbi intensi o gravi da amalgama (per esempio neurodermatiti, eczema, asma, epilessia, reumatismi, psicosi/depressione, debolezza psichica, tumori, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson) tutti i metalli dentali dovrebbero essere rimossi prima dell’estrazione di denti o del ripristino terapeutico dei foci, altrimenti i metalli entreranno e si depositeranno nella cavità ferita.
In casi di allergie, i metalli devono essere rimossi prima dell’estrazione dei denti e sempre sotto tripla protezione
Eccezione: emergenze acute, per esempio con infezione alla radice
La rimozione dei metalli deve essere fatta sotto tripla protezione:
1 assunzione di capsule di DMPS prima di iniziare 2 ossigeno, diga in gomma/”clean up” (Scania dental) 3 sodio tiosolfato
L’esperienza insegna che spesso l’estrazione di un dente cariato offre la possibilità di espellere una grande quantità di metalli pesanti e altri veleni che si sono accumulati nella mandibola. Per questo motivo bisogna lasciare la ferita aperta per qualche tempo con strisce di garza predisposte, che raccolgono e trattengono veleni e batteri e che possono essere analizzate in laboratorio per documentare le sostanze estranee presenti.
Ogni metallo, per esempio alluminio (farmaci per lo stomaco), palladio (gas di scarico dei veicoli), cadmio (fumo passivo), che viene assimilato dai denti o dall’organismo, si accumula anche in tutta la zona della mandibola. Ciò si riscontra persino nei denti non trattati, persino sotto i denti del giudizio. Per questo motivo, ogni ferita aperta, ogni tessuto rimosso della mandibola ogni garza usata devono essere analizzati per la ricerca di funghi e batteri, e sottoposti a spettrometria per controllare la presenza di tutti i materiali tossicologicamente rilevanti.
Il paziente deve essere provvisto delle seguenti cose prima dell’estrazione o della rimozione chirurgica del focus:
1 Per l’esame culturale dei batteri e funghi: tampone/garza sterile + contenitore per il trasporto 2 Per il dente: contenitore da trasporto asciutto 3 Per il tessuto osseo rimosso: contenitore 4 Per la ferita: gocce di antibiotico (p.e.: gocce di gentamicina-cortisone-polymyxine) 5 Garza sterile; semplici strisce di garza larghe un centimetro, senza iodio, con contenitore (questa garza e unguento sarà necessaria anche per cambiare il tampone ogni tre giorni). 6 Busta già affrancata per inviare i campioni al laboratorio. 7 Bombola di ossigeno con tubi nasali per entrambe le narici, per rifornimento di ossigeno di 8 1/mn. Ciò è estremamente importante quando si rimuove il palladio – rimozione pericolosa quanto quella di amalgama. 8 Capsule di DMPS da prendere prima della rimozione, e Nathios 10%, 10ml per sciacquare la bocca dopo ogni rimozione
Subito dopo l’estrazione:
- per prima cosa passare la striscia in profondità dentro la ferita evitando di toccare i lati: coltura batterica e del focus. - In seguito, la mandibola deve essere pulita e ispezionata in modo totale ed estensivo dal dentista. - Se il dente è scolorito o fragile o se la radice appare vitrea, ciò indica un focus causato dai metalli o dal pus. In questo caso la mandibola vicina e la cavità del dente devono essere totalmente scavate. - Se tecnicamente possibile, salvate dei frammenti del tessuto mandibolare dall’aspirazione (discutetene prima con il dentista) e analizzateli per la verifica del mercurio e altri metalli pesanti (spettrometria) e anche la formaldeide se il dente aveva subìto cure canalari.
INFO: fino a circa il 1989, l’arsenico era usato per trattamenti endodontici (oggi occasionalmente ancora). Nel 1980 i dentisti iniziarono ad usare al suo posto la formaldeide. Le otturazioni per le devitalizzazioni posso contenere anche amalgama o cortisone.
- Dopo un’estrazione di dente/rimozione di focus, mettere una garza, sulla quale avrete spruzzato gocce di antibiotico, spargere accuratamente sulla ferita fresca. Cambiare la garza ogni tre giorni. Se nonostante questo la ferita continua a chiudersi, il dentista deve togliere il tessuto cristallizzato. Come prima cambiare la garza ogni tre giorni. - ECCEZIONI: se ci sono radici o denti mascellari che si estendono dentro i seni mascellari, il buco nelle vicinanze del seno deve essere riempito plasticamente. Ora la ferita è chiusa con i punti e solo una striscia è rimasta dentro e non viene rinnovata.
Non lasciare mai dentro due strisce per ferita, prendere sempre nota della lunghezza della striscia per evitare di dimenticarne parte dentro una e tenete la ferita superficialmente chiusa perché andrebbe in suppurazione (processo infiammatorio purulento) e creerebbe dolore per mesi.
Se appaiono sintomi che corrispondono a questo particolare dente (per esempio: 8=psiche, cuore, sistema nervoso) o diventano persino peggio, si deve incidere la ferita dopo 2 o 4 mesi, per esempio con un piccolo trapano, in modo da stimolare la circolazione sanguigna. Poi si procede come sopra descritto, come dopo una rimozione appena fatta.
Se non c’è un’irritazione agli organi, fate un’ortopanoramica dopo aver completato il trattamento. Se compare un focus, il punto dell’infiammazione deve essere aperto chirurgicamente.
Istruzioni per il laboratorio
La prima garza sulla ferita (tre giorni dopo l’estrazione): inviate per l’esame solo la parte che è rimasta situata in fondo alla ferita, togliendo il resto. Fare l’analisi del mercurio e metalli pesanti (spettrometria) e batteri. Analizzate la garza, che, approssimativamente deve essere stata la quinta (circa 15 giorni dopo l’estrazione) inviandola di nuovo in laboratorio per l’analisi di quei metalli rilevati in elevata concentrazione durante il primo esame. Se soltanto pochi metalli hanno valori alti, analizzate solo quelli nelle prove successive (la solo analisi del palladio è costosa quanto l’analisi multipla del resto dei metalli). Appena i risultati delle ultime due analisi sono negativi (nella norma) si può smettere l’applicazione di unguento. La garza, deve essere rinnovata fino a che non si adatti più alla ferita e tenda a salire in superficie. Ma se la ferita continua a spurgare sostanze maleodoranti (analizzare di nuovo per la verifica dei batteri/funghi) o se i margini della ferita si colorano di un rosso/blu (mercurio) e se i risultati mostrano ancora valori di escrezione di metalli più alte della norma, allora bisogna usare la garza con gocce ancora per 2, 3 settimane, fino a che la garza rientri nei valori al di sotto di 10 mcg/kg o libera da batteri.
Coltura batterica o da funghi Se sul primo striscio (tampone o garza) si riscontrano batteri o funghi patogeni, puo’ darsi che il normale unguento antibatterico debba essere sostituito da un altro preventivamente testato per questi particolari agenti patogeni.
Tessuto cristallizzato Il dentista deve esaminare la mandibola settimanalmente per verificare l’eventuale tessuto cristallizzato. Se si è formato allora deve essere rimosso. Ogni intervento su accumuli di tossine causa una nuova manifestazione sul corrispondente organo malato, che può essere reumatismo, infezioni, malattie cardiache, stanchezza, debolezza, dolore all’organo (petto, stomaco), MCS, e molti altri.
Un’operazione al focus causa sempre irritazione locale
Se dopo la rimozione del dente/focus dentale, come descritto sopra, i sintomi diminuiscono o scompaiono e poi riappaiono dopo qualche tempo (3.6 o 12 mesi dopo), e sono resistenti alla terapia (DMPS ecc.), allora la vecchia ferita deve essere riaperta e/o fatta una piccola apertura (post-trattamento come sopra).
Malattie autoimmuni
Un’efficace terapia nei casi di malattie autoimmuni consiste nella totale rimozione dalla mandibola di tutto ciò che provoca allergeni. In alcuni casi è inevitabile un’operazione mutilante, rimuovendo tutte le radici intossicate. Fino a che la mandibola non è completamente guarita, un’allergia generalizzata può non consentire l’uso di una dentiera. In questo caso lo sradicamento di tutto il materiale allergico è molto importante. Qualche volta è di aiuto scegliere un materiale dentario notoriamente con minore potenziale allergizzante.
5.1.2.1 Metodologie chirurgiche
Procedura Vecchia scuola Nuova scuola Preparazione Rx di un singolo dente Ortopanoramica Localizzazione del focus (elettro-)agopuntura Interpretazione di un esperto dell’ortopanoramica o scintigrafia Anestesia Usava la marca meno costosa Usa la marca meno allergica Operazione “la saliva disinfetta tutto” Procedura assolutamente sterile: guanti, maschera, vestiti sterili, confezione monouso degli strumenti chirurgici, cambio degli strumenti per ogni dente, ossigeno Dente con radici multiple Estrazione del tutto in un solo colpo: dolorosa Dividere le radici prima dell’estrazione: prende tempo, senza dolore Radice contenente tossine “non esisteva” Raschiare fino all’osso, lasciare aperta la ferita e rinnovare la medicazione per sei settimane Analisi di laboratorio “non necessarie”, butta via il dente ” Inviare in laboratorio il primo striscio e il dente dopo la rimozione Radice in suppurazione “guarisce da sola”, chiudere con i punti, al limite una pasticca di penicillina da prendere prima (98% dei batteri mascellari sono ormai resistenti alla penicillina) Striscio della ferita in laboratorio,Rimuovere attentamente il tessuto osseo infetto e tenere la ferita aperta con una garza imbevuta di antibiotico, poi procedere di conseguenza ai risultati di laboratorio Dopo la cura Niente Dopo ogni terzo giorno rinnovare la garza imbevuta di antibiotico testato (i germi possono cambiare) Per il dolore Pillole La prima sera una supposta di Diclofenac Per la guancia gonfia Si interveniva con pezzi di ghiaccio Non serve intervenire Nutrizione Dieta, nessun derivato del latte, ecc. Mangiare qualsiasi cosa come sempre, risciacquare dopo Dolore all’organo/alle giunture in seguito “nessuna connessione” Rivedere la ferita a seconda di dove è il dolore fino a quando sparisce
5.1.2.2 Procedura terapeutica per focus e denti
Step Trattamento Risultato se il focus non è trattato 1 Rimuovere i foci di amalgama e palladio intorno alle radici dentali.Rimuovere i metalli sotto protezione Mascella: danni nervosi più gravi.Mandibola: danni immunitari più gravi 2 Se ci sono depositi di palladio nella mascella rimuove i foci intorno alle radici dentali Danni immunitari più gravi 3 Se ci sono depositi di amalgama nella mascella rimuovere i foci di amalgama dalle radici vicine Mascella: danno nervoso.Mandibola: danno immunitario 4 Rimuovere i denti del giudizio che hanno un focusOppure rimuovere i denti numero 3 nella mascella con foci Sindrome da stanchezza cronica, sclerosi multipla, basso livello di energiaSclerosi multipla, disordini della vista 5 Rimuovere i denti sei con cisti mascellari contenenti tossineOppure: rimuovere i denti 1 con foci vicino al nervo olfattivo, mascellare e mandibolareOppure: rimuovere i foci con tossine nella mandibola (che bloccano i percorsi nervosi) Allergie più graviIpersensibilità agli odoriDanni immunitari più gravi 6 Rimuovere i sesti con tossine vicino alle radici Allergie 7 Rimuovere i settimi che hanno cisti piene di tossineOppure: rimuovere i terzi che hanno cisti piene di tossine Mascella: disordini cardiaci e dell’orecchioMascella: disordini della vista 8 Rimuovere i denti con trattamento canalare, riempiti di formaldeideOppure: rimuovere i denti con trattamento canalare, riempiti di arsenicoEstrarre le radici dentali intossicate e sciolte Allergie, rischio di cancroAltissimo rischio di cancroDipende dalla posizione 9 Estrarre i denti le cui otturazioni sono molto vicine alla radice e che rivelano un deposito nelle stesse Dipende dalla posizione 10 Rimuovere i foci che si sono fatti spazio dentro i seni paranasaliOppure: rimuovere l’implantologia con tipici depositi allergici nell’osso (test allergici positivi)Oppure: trattare i punti di uscita dei nervi infiammati Disordine immunitario a seconda della posizioneSintomi di allergia cerebraleDolori reumatici
5.1.2.3 Periodo di convalescenza
Senza ulteriori trattamenti il periodo di convalescenza è di circa 5 anni di solito, i foci rimanenti causano nuovi problemi nel corso di questo periodo. Una cura certa è possibile solo attraverso la rimozione completa con dentiere; in questo caso la convalescenza dura un anno. Il tempo di convalescenza è di circa 3 anni quando è stato fatto un restauro parziale con la rimozione di tutti i metalli; dopo bisogna controllare se le tossine si sono raggruppate intorno ai denti restanti o se si sia formato del pus. Un’ampolla di DMPS riduce il periodo di convalescenza di circa 3 mesi, 3 capsule di DMSA la riducono di un mese. Dopo la totale disintossicazione, migliorano i seguenti test diagnostici:
test miglioramento tempo minimo di convalescenza Ortopanoramica (niente pus = aspetto nero) Nessun metallo (aspetto bianco) 1 anno Risonanza magnetica della testa Nessun metallo (aspetto bianco) riduzione dei punti bianchi 3 anni SPECT Danni funzionali Bambino 6 mesiAdulto 2 anni Test DMPS Dopo il ripristino della mandibola Fino a 1 anno MELISA, test allergici Dopo la rimozione della causa 2 anni
I miglioramenti dei sintomi avvengono molto prima che la normalizzazione degli stessi si assesti, ovvero questo significa che solo dopo un lungo periodo il paziente si sente meglio di nuovo e i risultati dei tests sono normali.
5.3 Terapia per i pazienti danneggiati dall’ambiente
La bonifica è ciò che conta. Gli intossicati devono essere protetti da terapie senza senso spesso più che non dalle tossine stesse.
Ogni paziente intossicato cronicamente deve rendersi conto che qualsiasi tentativo di aggiustarsi senza affrontare le bonifiche qui descritte può fargli solo più male che bene.
Intossicazione – allergia del cervello È stato dimostrato che molti “rimedi” e farmaci causano una ridistribuzione non voluta delle tossine nell’organismo – specialmente l’accumulo nel cervello – come accade nei pazienti di amalgama quando prendono vitamine e altri elementi. Inoltre, le vittime di amalgama hanno mostrato nei patch test allergie a quasi tutti gli additivi alimentari, cosa che dà una spiegazione medica al peggioramento dei sintomi dopo la loro ingestione. In molti casi si sono verificati effetti collaterali. Questo spiega anche perché le persone intossicate da tossine ambientali spesso si sentano peggio dopo tentativi terapeutici piuttosto che quando non fanno niente.
Ipocondria ecologica Dottori frustrati cercano di spiegare i loro fallimenti terapeutici con termini come “ipocondria ecologica” e mandano i loro pazienti dallo psicologo per la loro incompetenza
5.7 Dieci regole per le vittime di amalgama
1. In caso di danni nervosi o immunitari, agite subito; 2. Rimozione delle tossine solo sotto tripla protezione e dopo un’ortopanoramica; 3. Le radici dei denti intossicate devono essere tolte (non trapanate!). Ogni dente devitalizzato o malato ha effetti su altri organi; 4. Materiali alternativi permanenti solo dopo test allergici a lungo termine; 5. Ripetete i test di laboratorio prima e dopo il trattamento per evitare di essere trattati come malati mentali (chewing-gum test, DMPS test con analisi delle feci, metalli nelle radici, test di allergia dei 7 giorni); 6. Alimenti freschi e sani e biologici invece di vitamine e minerali in pillole; 7. Terapia con DMPS solo dopo la rimozione di tutti i metalli. Dare il DMPS una volta ogni tanto, non spesso. Per i sintomi cerebrali, inalare DMPS; 8. Combattete la causa invece di provare terapie varie, come l’agopuntura, la biorisonanza, l’omeopatia, gli psicofarmaci, eccetera; 9. Dentiere mobili prevengono nuovi peggioramenti della salute e promettono la migliore guarigione possibile; 10. Attenta selezione dei dentisti. Criteri: comprovato successo di trattamento in numerosi pazienti affetti da amalgama (nuova scuola);
6.1 Controindicazioni per i materiali dentali
Materiali Effetti collaterali Proibito con Oro…………………… Disturbi autoimmuni Allergia ai metalli Indio…………………... Disturbi autoimmuni Allergia ai metalli Ceramica……………… Attenzione al palladio sotto di essa Allergia all’alluminio Sintetici…...…………… Allergia Allergia al metacrilati Latex………………….. Allergia Chiodi di guttaperca nei denti devitalizzati Palladio…..……………. Danni gravi al sistema nervoso e immunitario e disturbi autoimmuni Sempre proibito!Allergia ai metalli Platino………………… disturbi autoimmuni Allergia ai metalli Titanio………………... disturbi autoimmuni Allergia ai metalli
Non usate mai metalli come materiali dentali :testate tutti materiali sintetici, fate il test di compatibilità dei materiali sintetici.
7. RISULTATI TERAPEUTICI
Come succede in tossicologia clinica che nei casi in cui viene eliminata la tossina incriminata e regrediscono i danni al sistema nervoso e immunitario, così anche i danni correlati all’amalgama possono essere ridotti con la prevenzione e la terapia (rimozione corretta + antidoto). Ci vorranno parecchi anni prima che molti disturbi correlati all’amalgama siano riconosciuti e dimostrati con tutti i crismi. La molteplicità dei disturbi ascrivibili all’amalgama è dovuta alla complessità del sistema su cui l’intossicazione cronica si sviluppa, oltre che ai diversi sistemi in gioco, quali quello nervoso e quello genetico in prima fila.
Il mercurio è trasformato in mercurio organico nell’intestino e nel cervello e poi, a seconda della fragilità del paziente danneggia il materiale genetico di ogni singola cellula. La più piccola immaginabile quantità di tossina è sufficiente. La tossina è il fattore scatenante di vari disturbi metabolici noti con i nomi enigmatici di “sindrome”. La sola cosa che hanno in comune è che la loro causa è sconosciuta, ma come sappiamo, nessuno indaga sulle ipotesi eziologiche tossiche che abbiamo descritto. Per cui le vittime delle intossicazioni continuano ad essere giudicate spesso persone strambe, in quanto escono dai canoni riconosciuti e previsti in medicina.
7.1 Allergie, sindrome di Feer, sindrome di allergia chimica multipla
L’allergia al mercurio è straordinariamente comune. Non ha effetti sulla superficie epiteliale, dove spesso i dermatologi conducono i loro test, ma piuttosto danneggia il cervello (neuro-allergia, sindrome chimica multipla). Questa è chiamata sindrome di Feer.
Sindrome di Feer Inizialmente questo era il nome dell’intossicazione da mercurio dei bambini, ricevuta o dalla madre o attraverso medicazioni contenenti mercurio. Il pediatra svizzero Feer ha scoperto la sindrome negli anni ’20 nei neonati. Questi bambini avevano ricevuto farmaci contenenti mercurio ed erano diventati irritabili, reagivano istericamente, non mangiavano, dormivano male e molti morivano. Interrotta l’esposizione al medicamento, tutti stavano bene (Franconi England, 20.000 bambini, 1930). Solo i bambini di madri con amalgama sviluppano di nuovo la sindrome. Il danno precedente più la tossina aggiuntiva causa avvelenamento del cervello. Oggi la sindrome di Feer nei bambini viene definita con un’interminabile terminologia, negli adulti nessuno la riconosce poiché è descritta solo nella letteratura pediatrica. Poiché l’espulsione delle tossine è alquanto ridotta, ma i sintomi cerebrali sono estremi, il quadro allergologico e tossicologico deve essere visto come neuro-intossicazione. La rimozione di amalgama e il DMPS danno miglioramenti clinici ma non danno una guarigione completa a causa dei frequenti esposizioni a fonti di mercurio (vaccini del tetano). L’effetto più comune è il disturbo del metabolismo della formaldeide, causato da carenza di acido folico derivante dal mercurio.
Sintomi Mancanza di appetito Disordini motori Ipertensione Febbre Punta delle dita umide, rossastre e doloranti (morbo di Raynaud) Freddo Perdita di peso Dolori lombari Perdita di capelli Eczema Pelle squamata Tachicardia Infezione cerebrale Ipersessualità (masturbazione) Tremori Crampi, epilettiformi Paralisi (atassia, polinevrite, poliradiculite, Landry) Fotofobia Fatica cronica Stomatite Debolezza muscolare Irritabilità Danno al sistema nervoso centrale Traspirazione Salivazione Cambiamenti di carattere (depressione, pianto, negativismo, disturbi del sonno, apatia) Morte da paralisi respiratoria Perdita dei denti e denti che dondolano Tremori Disordini del livello degli zuccheri nel sangue
Prova Se un neonato ha assimilato l’amalgama durante la gravidanza, si possono osservare sempre strane macchie chiare e foci nella risonanza magnetica della testa. Se ci sono nuove tossine nel cervello, per esempio viene messa o tolta dell’amalgama senza protezione, allora le chiazze chiare si ingrandiscono e viene diagnosticata o la sclerosi multipla o l’encefalite disseminata. La storia clinica ci dice molto riguardo questi casi. In casi di adulti di sindrome chimica multipla, l’amalgama, oltre alle altre tossine inalate, si accumula nel nervo olfattivo e si può disintossicare con DMPS.
Test della pelle Un’allergia al mercurio puro è rara, è più comune un’allergia a una moltitudine di sali organici e inorganici di mercurio, stagno, argento e rame, che si sviluppano sulla superficie dell’amalgama. Per questa ragione si raccomandano i seguenti test allergici: prendere frammenti dell’amalgama rimossa, polverizzata, e metterla sulla schiena, sotto un cerotto di plastica con burro di cocco o vasellina per 7 (!) giorni. C’è una reazione simile a psoriasi. Questo test è risultato positivo in tutti i nostri pazienti.
Acne Ci sono diverse bolle simili ad acne sul volto in corrispondenza delle otturazioni in amalgama, che stressano soprattutto le ragazzine. Spariscono solo con la rimozione dell’amalgama.
7.2 Demotivazione, mancanza di iniziativa, depressione
Lo stato di affaticamento correlato alle tossine è più grande la mattina perché la disintossicazione si è ridotta nel corso della notte. Non c’è caso di intossicazione da amalgama che non abbia svogliatezza e affaticamento cronico. Il mercurio e lo stagno hanno un costante effetto irritante che non permette al corpo di riposarsi. Questo include disturbi del sonno. I sintomi migliorano molto con DMPS e ritornano quando le tossine si riposizionano; questa è l’indicazione che l’antidoto deve essere dato di nuovo. In casi particolari i sintomi possono essere anche perdita di coscienza (coma). Senza una tempestiva iniezione di DMPS e l’estrazione dei denti con amalgama questi pazienti si perdono.
7.3 Dolore addominale
Come risultato di una precedente infiammazione pelvica o cistite le giovani donne possono avere alti accumuli di amalgama nei nervi. Dopo il DMPS c’è un miglioramento, seguito da uno fino a tre episodi di forte dolore addominale. Oltre a una bottiglia d’acqua calda, aiuta il Diclofenac (1 supposta da 50 mg). Specialmente in casi di diarrea il DMPS e il DMSA non aiutano all’istante. Il dolore è causato soprattutto dall’argento nell’amalgama, il cui effetto è alleviato solo dalla rimozione della stessa. L’insufficienza renale è un classico risultato dell’intossicazione da amalgama. In questi casi sono preferibili le capsule per la disintossicazione. Gli effetti più comuni dell’intossicazione da amalgama sono le infezioni micotiche dell’intestino, come la candidosi. Spesso bisogna anche rimuovere dei foci di funghi da un molare mandibolare (capitolo 3.6 e 4.6).
7.3.1 Danno epatico
L’amalgama danneggia il fegato persino nei non alcolisti con il blocco del coenzima A, specialmente quando c’è carenza di zinco nella cellula; questo è lo stato alterato che si evidenzia nell’alcolismo cronico. Scompare completamente dopo una corretta rimozione dell’amalgama.
7.3.2 Infiammazione pancreatica
Come sopra, l’amalgama causa infiammazioni pancreatiche raramente diagnosticate insieme a disordini diabetici. In questi casi troviamo foci nei denti quarti mascellari.
7.4 Disturbi alla vescica
Qui l’amalgama causa disturbi a molti livelli: avvelenamento pesante ai reni, una forte concentrazione nell’orifizio vescicale, batteri resistenti al mercurio o un’alta concentrazione di amalgama nella prostata. Le cisti ovariche o uterine, conseguenza del mercurio, possono complicare il quadro clinico che può variare fra un bisogno frequente di urinare e una necessità di usare un catetere urinario. Spesso c’è una fuoriuscita consistente di tossine dalle feci.
7.5 Anomalie nell’analisi del sangue
Direttamente o per via di una infiammazione cronica nel sangue, si possono verificare anomalie nei globuli bianchi e nei trombociti. Questa può diventare molto evidente se c’è un avvelenamento in parallelo da conservanti del legno.
7.6 Depressione, Psicosi
Il mercurio e lo stagno, se accumulati in certe parti del cervello, causano forte depressione ed anche allucinazioni. Questo porta spesso al suicidio. Si registra tra i dentisti e i lavoratori esposti al mercurio (i cappellai) un’alta percentuale di suicidi. I pazienti degli psichiatri sono avvelenati pesantemente dal mercurio. I pazienti schizofrenici hanno disturbi metabolici per quanto riguarda il mercurio: sono, infatti, in grado di eliminare solo piccole quantità per via urinaria, espellendone la maggior parte per via intestinale. Lì si formano il mercurio organico, molto più tossico, che avvelena specialmente il cervello. In questo caso aiuta molto sniffare DMPS. Fino a quando il cervello è particolarmente sensibile al veleno, i risultati di laboratorio dopo la mobilitazione – anche se estremamente bassi – non forniscono indicazioni della gravità della malattia, ma piuttosto mostrano il miglioramento del quadro clinico dopo il DMPS. Ogni vittima di amalgama ha problemi psicologici. Alcuni riescono a conviverci. La schizofrenia colpisce l’1% della popolazione in generale, ma l’80% delle vittime da amalgama.
7.6.1 Farmaci
Il mercurio inibisce la degradazione dei farmaci (nel ciclo di Krebs). Le vittime da amalgama arrivano facilmente a dover far uso di farmaci, spesso come conseguenza dei loro problemi psicologici. Solo dopo la disintossicazione vengono fuori dallo stato di annebbiamento mentale e senza l’aiuto di farmaci.
7.7 Diarrea
I metalli pesanti ingeriti spesso provocano diarrea nelle persone sensibili, e si accompagnano oltre al mercurio a pus e sangue. Un campione di tessuto della membrana mucosa intestinale può rivelare nell’analisi i componenti dell’amalgama. Poiché queste tossine si trasformano in parte in sostanze organiche grazie ai batteri intestinali, causando ulteriore e grave avvelenamento cerebrale attraverso il sangue, l’avvelenamento intestinale viene trattato con la psicoterapia invece che come causa – effetto. La diagnosi potrebbe essere il morbo di Crohn o colite ulcerosa a seconda dell’avanzamento dell’intossicazione. Senza la rimozione delle cause si resta i pazienti affezionati del gastroenterologo e dello psicoterapeuta. In questi casi deve essere iniettato assolutamente il DMPS e contro l’irritazione intestinale causata dalle tossine che vengono espulse dal fegato e dalla cistifellea, bisogna prescrivere carbone medicinale (10 gr). Fino a quando l’irritazione intestinale continua non bisogna dare capsule o polvere. L’iniezione aumenta l’espulsione a livello renale e tiene quella a livello intestinale al minimo. I metalli devono essere evitati in seguito. Bisognerebbe iniettare endovena dello zinco a intervalli regolari (zinco-aspartato). Una ipertiroidite correlata all’amalgama può peggiorare le diarree di questo tipo.
7.8 Epilessia
Nel caso di un aumento di accumulo di amalgama in specifiche regioni del tronco cerebrale gli attacchi possono essere provocati in presenza di fattori scatenanti (luce, stress). L’alcool in congiunzione con il metilmercurio accresce fortemente la probabilità di episodi. La prima iniezione di DMPS può scatenare un attacco se il medico non inietta prima una fiala di phenhydane endovena. L’epilessia presente da molto tempo richiede l’estrazione di tutti i denti che hanno vecchie otturazioni di amalgama e anche la pulizia chirurgica dei depositi delle tossine. Le capsule di DMSA sono preferibili per una disintossicazione di lungo termine. In questi casi il DMSA è preferibile per la sua capacità di mobilizzare il mercurio organico dal cervello.
7.9 Disfunzioni della memoria
Ogni tossina dei nervi causa disordini della memoria. Questo effetto è più pronunciato con l’amalgama e con l’alluminio. Il disordine del metabolismo della formaldeide amplifica questo effetto. Di certo chi fa un lavoro intellettuale è più sensibile a questo. I sintomi sono: confusione mentale, paura del nuovo, difficoltà ad essere felici delle piccole cose, accresciuta sensibilità al dolore, atteggiamento di sottomissione, temperamento focoso, sensazione di stare sotto una palla di vetro, incapacità a fare movimenti delicati con le dita. Solo dopo una corretta rimozione dell’amalgama il DMSA potrà avere eccellenti effetti di disintossicazione del cervello. Per l’intossicazione da alluminio sono più efficaci il DMPS (soprattutto inalato) o desferroxamine. Il morbo di Alzheimer è il risultato dell’azione del mercurio che blocca la sintesi di acetilcolina.
7.10 Dolori articolari
La componente di argento dell’amalgama è responsabile dei dolori alla schiena e alle giunture. Spesso invece di rimuovere la causa, si attacca per via chirurgica il sintomo, che non è l’unico dovuto all’intossicazione. Il danno muscolare causato in questo modo porta spesso ad un ulteriore intervento chirurgico. Lombalgie e artriti alle ginocchia sono i danni più comuni. Se i problemi articolari durano da molti anni sono sempre causati da un focus dentale che tiene attivo il processo infiammatorio. La sola rimozione dell’amalgama, senza trattamento del focus, non serve a molto. Chi non crede a questo può sempre richiedere che siano misurate le concentrazioni di argento nei tessuti rimossi chirurgicamente (dischi intravertebrali!). Non devono essere usate protesi per i denti, specialmente in argento o in lega d’oro. L’argento è ridotto solo indirettamente dal DMPS o dal DMSA attraverso la rimozione dei componenti, che può essere osservata clinicamente con la riduzione del dolore.
7.11 Perdita di capelli
La perdita di capelli (a chiazze, circolari, laterali o totali) è sempre una combinazione di amalgama (spesso materna) e della disfunzione del metabolismo della formaldeide. Il processo diventa drammatico e spesso incurabile quando c’è un trattamento canalare con formaldeide. Nell’ortopanoramica si possono vedere i disturbi del metabolismo dell’occhio che in congiunzione con l’amalgama causa un’ampia infiammazione. Persino più importante della totale rimozione dell’amalgama è togliere la formaldeide nell’osso mandibolare (pulendo chirurgicamente gli alveoli dei denti devitalizzati) e nella polvere di casa. L’alcalinizzazione (pillole o sodio bicarbonato) e integratori di zinco possono offrire un aiuto temporaneo. È meglio comunque cambiare la dieta e indirizzarla verso cibi ricchi di zinco e alcalinizzanti. Lo zinco dovrebbe essere inserito nella dieta per un lungo periodo e in altissimi dosaggi.
7.12 Infarto cardiaco, disordini del ritmo cardiaco
I depositi dell’amalgama nei denti correlati al cuore (8 e 7) e, soprattutto, i denti del giudizio causano disordini del ritmo cardiaco in persone giovani con gli effetti caratteristici del mercurio. Nelle persone più anziane, a seconda del danno vascolare dovuto al fumo o della costrizione dei vasi coronarici, dovuta ad amalgama, questi denti possono causare infarto. Più tardi un focus lasciato in una mandibola senza denti può avere lo stesso effetto come se il dente fosse ancora lì. I sintomi scompaiono istantaneamente quando le tossine vengono rimosse. È più preferibile usare il DMPS che il DMSA per disintossicare i nervi del cuore. L’amalgama, consumando il selenio danneggia il muscolo cardiaco dall’inizio. Una volta che il danno è fatto il selenio non aiuta (aiuta solo nella formazione dell’enzima, mentre lo zinco aiuta 200 enzimi); solo un’accurata disintossicazione dall’amalgama aiuta.
7.13 Scarsa resistenza alle infezioni
Dopo soli 20 minuti di masticazione della gomma o dall’aver bevuto una limonata, l’amalgama riduce i linfociti T del 25%. Questo è importante per le difese dell’organismo contro i virus, i batteri (700 tipi) e i funghi (candida). La richiesta di zinco per l’espulsione delle tossine costantemente ingerite porta ad una carenza di zinco nei globuli bianchi, dove è necessario alla formazione di 200 enzimi di difesa. La carenza di zinco accresce anche la quantità di linfociti T. Il posizionamento dei foci dentali nella mandibola (amalgama o denti devitalizzati) determina l’organo nel quale l’infezione esplode (seni paranasali, stomaco, fegato, ecc.). Per questo motivo la disintossicazione da amalgama e l’integrazione di zinco aiuta solo se vengono rimossi i foci dentali. Le sedi più comuni di infezione sono: la testa e i polmoni per inalazione e i reni attraverso l’eliminazione di amalgama.
7.14 Infertilità, Impotenza
L’amalgama si accumula in modo particolarmente intenso negli organi riproduttivi e abbassa molto il livello dello zinco. A causa della sua alta concentrazione di enzimi, il liquido spermatico è il fluido maggiormente ricco di zinco. Quando una persona ha l’amalgama e ha un deficit di zinco, la conta spermatica è ridotta o il funzionamento delle ovaie è danneggiato. L’accumulo di tossine nella prostata, nelle ovaie (cisti) e nell’utero (mioma) ha un ruolo nella riduzione della capacità riproduttiva. In molti casi, l’estrazione dei denti 14 e 24 con foci ha aiutato la gravidanza. Una prescrizione supplementare di zinco dopo una corretta disintossicazione dall’amalgama può aiutare molto nel restare incinta. Prima della gravidanza è molto importante rimuovere l’amalgama.
7.15 Interazione
Vedere capitolo 3.2 Effetti di amplificazione.
7.16 Mal di testa
Di tutte le tossine dei nervi, l’amalgama causa i mal di testa più forti, insieme al piombo, al cadmio e alla formaldeide. Nella risonanza magnetica della testa si possono osservare edemi cerebrali (iperpressione dovuta a ristagni d’acqua). Se l’amalgama è presente da poco tempo nella bocca, una corretta rimozione è sufficiente per la completa cessazione del dolore. Maggiore è l’esposizione all’amalgama e maggiore è la necessità di usare iniezioni di DMPS. In questi casi è molto importante estrarre i denti trattati con formaldeide. La liberazione di mal di testa che durano da anni è l’effetto più sorprendente nella disintossicazione da amalgama.
7.17 Cancro
Il mercurio organico (metilmercurio) che si accumula negli organi (cervello, pelle, tratto digestivo, ecc…) è cancerogeno. L’amalgama, essendo un consumatore di selenio, simultaneamente causa lo sviluppo di cancro per la carenza di selenio. Un segno premonitore dello sviluppo del cancro è la diminuzione del numero delle cellule che distruggono il cancro (i linfociti). Per un cancro diagnosticato la completa rimozione dei depositi delle tossine di sicuro prolunga la vita migliorando la situazione immunitaria. Persino quando è tardi, il tessuto del cancro rimosso chirurgicamente – che in Germania deve essere tenuto nell’istituto patologico per 10 anni – può essere analizzato per determinare l’accumulo di amalgama che lo ha causato per un eventuale risarcimento.
Sia nell’ortopanoramica che nella risonanza magnetica troviamo anomalie sotto i denti con amalgama e nella mandibola. Se queste anomalie sono identificabili anche nel cervello e se ci sono alte concentrazioni di metalli nella mandibola, bisogna dedurne che i metalli sono la loro causa. Perciò larghi e piccoli foci nel cervello sono infiammazioni correlate ai metalli che hanno sviluppato infiammazioni. Per anni abbiamo osservato un grande numero di pazienti che avevano queste chiazze nelle tomografie del cervello: le macchie che avevano, decrescevano in misura e i loro sintomi paralitici (e altri sintomi chiamati sclerosi multipla) regredivano lentamente dopo una corretta rimozione e dopo costanti iniezioni o inalazioni di DMPS (vedere capitolo 5.3). In questi casi l’uso di polvere di DMSA è assolutamente proibita perché una disintossicazione rapida del cervello può dare i sintomi più gravi. Per la stessa ragione lo zinco dovrebbe essere dato con la massima attenzione (al limite nei dosaggi più bassi). Dobbiamo ancora vedere un paziente con sclerosi multipla senza otturazioni di amalgama o senza una madre con le stesse. I pazienti con la sindrome di Feer devono togliere l’amalgama sotto protezione
È meglio non fare niente nell’intossicazione da amalgama piuttosto che fare qualcosa di sbagliato come ad esempio togliere l’amalgama trapanandola invece di togliere il dente o prendere il DMSA invece del DMPS o prendere selenio, ecc.
Tutte le tossine dei nervi devono essere evitate in questi casi (piombo, formaldeide, tossine del legno, etc.)!
7.19 Debolezza muscolare
Il mercurio inibisce l’aldolasi del muscolo, ovvero la macchina del metabolismo muscolare e porta ad ereditare patologie muscolari dovute a mutazioni puntiformi. Poiché questo è un disordine immunitario, i miglioramenti si vedono solo dopo la completa rimozione delle tossine, ovvero dopo molto tempo. Lo zinco aiuta molto la disintossicazione ed è necessario nei dosaggio più alti. Il selenio non ha effetto. Ogni rimozione di amalgama causa un peggioramento per un certo tempo, per questo motivo nella maggior parte dei casi è inevitabile una pulizia chirurgica dei depositi mandibolari. Nella maggior parte dei casi i miglioramenti si assestano solo dopo 5 anni. Cali della performance negli atleti dovrebbero essere trattati nello stesso modo.
7.20 Gravidanza
Durante la gravidanza si struttura l’organismo del bambino per tutta la vita. L’amalgama della madre, e non solo quella presente, ma anche quella precedente determina la sensibilità del bambino verso i prodotti chimici in generale (chemical sensitivity). Mentre è in grembo il bambino riceve nel sangue da 6 a 30 volte la concentrazione del mercurio presente nel sangue materno. Una madre alla sua prima gravidanza si disintossica da circa il 40% delle tossine totali (nella seconda gravidanza del 5%). I neonati mostrano al test DMPS concentrazioni di urine di 2500 mcg di mercurio per grammo di creatinina, un livello altissimo anche per gli adulti. I neonati sono 100 volte più sensibili alle tossine degli adulti. Per il mercurio non esiste una quantità minima non tossica per l’organismo. Il danno del mercurio ai bambini è molto conosciuto da più di 70 anni come sindrome di Feer. Circa il 7% di questi bambini muore per questo motivo. I bambini che sopravvivono mostrano segni di irritabilità e un costante desiderio di dormire. Più tardi soffrono di disordini cerebrali. Paradossalmente abbiamo misurato le più alte concentrazioni di tossine domestiche, che peggiorano gli effetti dell’amalgama, in scuole per bambini disabili. Quei bambini che sono stati danneggiati dall’amalgama delle loro madri mostrano una tendenza considerevolmente più alta a sviluppare carie di quelli senza danni metabolici. L’amalgama in denti da latte avvelena i denti che stanno per crescere di un fattore fino a un milione di volte maggiore. Il cervello già danneggiato reagisce perciò fortemente alla rinnovata assimilazione di mercurio. L’intossicazione durante la gravidanza rappresenta già di per sé la causa dei disturbi nervosi infantili, della tendenza ad infezioni, allergie e di vari disturbi della pelle. Durante la gravidanza bisogna proibire qualsiasi trattamento ai denti con amalgama; molari con otturazioni profonde dovrebbero, in caso di dolore, essere estratti dopo un trattamento con laser del dolore. Evitare qualsiasi rilascio di amalgama. Disintossicare solo con zinco-aspartato 0-100-0 mg. Se il livello di zinco nelle cellule del sangue è troppo basso e se non c’è una sufficiente integrazione di zinco ci può essere un aborto.
I neonati sono le vittime di amalgama con minore possibilità di aiuto.
Difetti congeniti da amalgama: cecità, idrocefalo, crampi (epilessia), sottopeso, sviluppo ridotto, disordini della crescita, edemi.
7.21 Vertigini
Le vertigini sono uno dei segni che dimostrano un’intossicazione cronica da mercurio molto grave spesso in congiunzione con un disordine del metabolismo della formaldeide. Il DMPS porta un immediato, temporaneo sollievo se non ci sono complicazioni dovute a foci da metalli nella regione cerebrale evidenziata da risonanza magnetica o a complicazioni dovute a gravi intossicazioni da tossine del legno (Lindane-Parkinson). Bisogna altrimenti, fare una ricerca di accumuli di altre tossine ambientali. In ogni modo anche una sola amalgama in uno dei denti legati all’orecchio (18, 17, 28, 27) può da sola causare vertigini.
7.22 Disturbi della visione, dell’udito e della parola
Poiché molti di questi sintomi specifici esistono dalla nascita e sono causati dall’amalgama materna, nei bambini non è molto evidente il danno grave causato da nuove otturazioni. I pazienti osservano la correlazione spesso solo dopo il DMPS, quando per esempio la vista migliora improvvisamente. Quando i sintomi appaiono più tardi i “denti correlati agli occhi” (3) o quelli correlati alle orecchie (8, 7) devono essere analizzati per la ricerca di foci e in caso estratti. L’estrazione dei denti legati agli occhi avviene facilmente solo con i pazienti più grandi o quelli con un tumore all’occhio. I pazienti più giovani spesso si rifiutano di estrarli perché ritengono la protesi sconveniente. Per trattare i depositi nel cervello è particolarmente indicato il DMSA. Il tinnito si presenta spesso in connessione con foci dentali e quando c’è amalgama insieme a oro (palladiato). L’Associazione tedesca del tinnito stima che circa 5 milioni di persone in Germania soffrano di ronzio all’orecchio, costantemente o saltuariamente. L’intervento dei medici niente può fare per aiutarli. La balbuzie e la difficoltà a trovare la parola giusta spesso migliora dopo il trattamento con DMPS.
7.23 Fatalità e morte nella culla
Le morti derivanti dagli effetti dell’amalgama sono innumerevoli. Alcuni pazienti piccini scivolano verso l’incoscienza come in un attacco psicomotorio, altri muoiono di attacchi respiratori notturni. Questa è proprio la causa tipica della morte infantile chiamata SIDS (sindrome di morte improvvisa infantile). Alcuni neonati deceduti hanno alte concentrazioni di mercurio nel cervello e nel fegato, più degli adulti (2000 mg/Kg). Ogni anno più di 2000 bambini muoiono di improvvisa morte in culla in Germania. Nei decessi dovuti ad amalgama l’intossicazione può essere provata solo con l’analisi dei depositi organici, specialmente dei tumori. In Germania, ogni paziente morto a causa dell’amalgama è assicurato per 500.000 marchi dal produttore. Bisogna particolarmente puntualizzare che l’amalgama può essere causa di morte poiché ancora oggi non è ordinariamente considerata tale.
7.24 Tremori
L’amalgama, molto più di tutte le altre tossine dei nervi, causa tremori insieme a nervosismo se il mercurio si è accumulato in alcune aree del tronco cerebrale e del cervelletto. Se a questo danno si aggiunge il lindane presente nei conservanti del legno il risultato è il morbo di Parkinson; lo stesso accade con il piombo e le altre tossine nervose. L’intossicazione da sola amalgama migliora velocemente con DMPS e perfino meglio con DMSA. Lo zinco accresce il processo di disintossicazione. L’alcool all’inizio migliora la condizione ma dopo la peggiora perché accresce il livello di metilmercurio nel cervello.
7.25 Lamentele continue
Alcuni pazienti e persino due centri di informazione sull’amalgama hanno citato in giudizio l’autore senza successo per non averli aiutati abbastanza nei processi contro le case produttrici. Tutti coloro che non avevano avuto successo nel portare in giudizio i produttori di amalgama hanno rivolto poi le loro lamentele contro quelle persone che li avevano aiutati. Le persone che sono intossicate da amalgama possono essere incredibilmente egoiste e intrattabili!
I pazienti di amalgama spesso assillano tutti i loro dottori, specialmente quelli che li vogliono aiutare
L’amalgama porta la gente a lamentarsi invece di fare azioni decise. Questo comportamento di continua lamentela deve essere considerato un sintomo medico e trattato di conseguenza.
7.26 Psicosomatica
Le tossine dentali come l’amalgama fanno sviluppare dei foci purulenti nella mandibola che irritano i nervi craniali e di conseguenza, portano ad un’irritazione organica che è alla base di disturbi emotivi. I sintomi psicosomatici si curano solo rimuovendo il pus (“somatica”) sotto il dente, poi l’irritazione del nervo (“psico”) scomparirà. Se le cause organiche di questi disturbi psicologici sono ignorate per un lungo periodo di tempo o se si tenta di intervenire solo con la psicoterapia, si scivola verso un danno organico irreversibile, a volte il cancro. Se tossine come i metalli rimangono nei foci purulenti sotto i denti per tutta la vita i risultati sono allergie e disturbi autoimmuni, che sono letali a lungo termine.