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 Zirconio/a e il pericolo della nanotecnologia

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T O P I C    R E V I E W
n/a Posted - 02 January 2008 : 09:10:16
La Radio piu' piccola del mondo - Un nanotubo di carbonio riceve segnali, li amplifica e li rinvia. E si sente davvero.
C'è qualche crepitio, ma la colonna sonora di Guerre stellari si distingue chiaramente nella registrazione effettuata dai ricercatori della Universi ty of California di Berkeley. La musica arriva dal radioricevitore più piccolo della storia: un nanotubo di carbonio lungo 700 nanometri (milionesimi di millimetro) e 10 mille volte più sottile di un capello. "Finora eravamo riusciti a costruire solo i singoli componenti della radio" dice Alex Zettl, fisico di Berkeley, "ma non sapevamo come integrarli in un unico strumento. La soluzione trovata è semplice: un nanotubo è già una radio completa, perché può funzionare come antenna, sintonizzatore, amplificatore e demodulatore".
Una differenza di potenziale fra due elettrodi vicini al nanotubo carica la sua punta di elettricità negativa, rendendoia sensibile a oscillazioni come le onde radio: in loro presenza il nanotubo vibra e si sintonizza con la radiofrequenza identica a quella delle sue vibrazioni, fungendo da sintonizzatore. Agendo sui due elettrodi si possono sottrarre cariche elettriche negative dalla punta del nanotubo, rendendolo capace di vibrare con varie frequenze e di captare più di una "stazione".
A cosa servirà la nanoradio, che per ora riceve ma può essere modificata anche per trasmettere?
"Inserita nel canale uditivo di una persona che sente poco può amplificare i suoni» prevede Zettl. «O, all'interno di una cellula, agire da terminale di raccolta di informazioni coordinato da impulsi radio". By Giuliano Altiffi - Tratto da Panorama n° 47 - 22/Nov. 2007

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Occorre accertare se i Nanocomponenti, che potrebbero entrare nei tessuti umani, non rappresentino un azzardo per la salute.
La loro applicazione all'agricoltura suscita gravi preoccupazioni di carattere ambientale e sanitario !
Uno studio parla di nanocosi che girano in un organismo vivente....!
Anche il Principe Carlo d'Inghilterra pone grosse riserve !
Vedi gli studi dell' ETC Group (Org Internaz. Ricerca e Tutela - Ottawa, Canada)
la nanotecnologia presenta gravi implicazioni per la sovranita' alimentare mondiale ed e' possibile che tale tecnologia venga adattata a fini di sorveglianza, controllo sociale e guerra biologica.
Le nanocapsule e le microcapsule rappresentano un vettore ideale per la diffusione di armi biologiche e chimiche...
Ecco le PROVE dei DANNI delle Nano particelle
http://www.biomat.unimo.it/nanopat.htm
Particelle di Alumino-Silicato in un linfonodo in un caso di cancro della bocca (sx) e particelle di Zirconia in un caso di cancro del colon (dx).

12/01/04 - Londra
La respirazione di componenti Nanotecnologici potrebbe provocare seri problemi di salute. L'avvertenza arriva dai primi risultati delle ricerche che vengono condotte dal dipartimento di Tossicologia respiratoria dell'Università britannica di Edinburgo.

Secondo il professor Ken Donaldson, le dimensioni ridottissime dei "nanocosi" che sono al centro delle ricerche e delle produzioni più avanzate di un certo numero di industrie consentono loro di penetrare le membrane protettive del corpo. Questo, almeno, è quanto accaduto fino a questo momento negli esperimenti condotti sui topi, che dimostrano come i nanocomponenti possano letteralmente "viaggiare" all'interno dell'organismo, arrivando nei polmoni o al cervello oppure diffondendosi nel sangue.

In effetti lo stesso Donaldson ha spiegato che non ci sono prove che questo costituisca un danno per la salute dell'uomo. Tantopiù che gli organismi umani sono da sempre esposti ad una grande quantità di particelle che hanno quelle stesse dimensioni e con le quali il corpo ha imparato a fare i conti, fino a tollerarle talvolta anche in grande quantità. "La preoccupazione - ha spiegato alla Reuters - si deve alla possibilità che le imprese di settore sviluppino nanoparticelle sostanzialmente diverse da quelle a cui siamo già esposti".

Se oggi molte particelle provocano le patologie respiratorie più diverse, come asma o patologie cardiovascolari, domani la diffusione delle nanotecnologie potrebbe quindi moltiplicare questi effetti dannosi.

Donaldson si è però detto contrario a qualsiasi moratoria sulla ricerca nel settore della nanotecnologia, una soluzione che è stata in passato intrapresa con conseguenze a suo dire disastrose. "L'impatto - ha dichiarato - sarebbe lo stesso della moratoria sulle modifiche genetiche in Germania che ha spazzato via l'intera scienza biologica per 30 anni.
Sarebbe un disastro".
tratto da: http://punto-informatico.it/archivio/rubriche.asp?i=News

Sull'argomento vedi anche:
La nanotecnologia deve essere discussa
Washington punta sulla nanotecnologia
Nanotecnologie all'assalto dell'Europa
Fermate la tecnologia. Ritorna Joy

Si richiede pertanto una immediata moratoria sugli esperimenti di laboratorio e sulla diffusione ambientale (agricoltura, alimentazione, industria), che non siano commercializzati prodotti contenenti o provenienti da nanotecnologia e se gia' introdotti sul mercato che essi vengano immediatamente ritirati e distrutti fino a quando non si sara' dimostrato con CERTEZZA l'assoluta innocuita' di tali pratiche !

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Nanotecnologie senza controllo ?
Un rapporto USA parla di gravi mancanze nella legislazione di controllo sulle nanotecnologie. Ma gli enti governativi ribattono: nessun pericolo per la salute. Almeno per ora

Washington (USA) - Le nanotecnologie sono sempre più spesso protagoniste di un acceso dibattito all'interno della comunità scientifica mondiale sulla sicurezza dei materiali avanzati. I nuovi materiali trovano sempre più spazi applicativi ma la loro sperimentazione, così come la diffusione sul mercato, non sembra soggetta a regole capaci di tutelare la salute pubblica e l'ambiente. Almeno negli USA.
Un rapporto indipendente, realizzato per il Project on Emerging Nanotechnologies della Woodrow Wilson International Center for Scholars - organizzazione di ricerca della Smithsonian Institution - ha evidenziato che i controlli sui nanocosi sono insufficienti perché la legislazione in materia è carente.
Secondo Clarence Davies - analista di politiche ambientali e redattore del documento - le leggi non sarebbero in grado di proteggere i cittadini dai rischi provenienti dalle nanotecnologie. "Esiste ancora la possibilità di recuperare e fare tesoro dagli errori commessi in passato in altri ambiti tecnologici. Sappiamo da quello che è successo per le biotecnologie applicate all'agricoltura, o nel settore nucleare, che senza un adeguato supporto legislativo le reali potenzialità non possono essere espresse al meglio. In questo caso il sistema legislativo non è in grado di servire la causa", ha spiegato Davies.
Le affermazioni di Davies sono tenute di buon conto a Washington, soprattutto per il suo passato professionale legato alle amministrazioni Johnson, Nixon e Bush. Senza contare la sua attuale collaborazione con l'accreditato think tank Resources for the Future.
Alcuni rappresentanti del Governo, nonché certi portavoce del settore privato, hanno reagito aspramente alle conclusioni del rapporto. "Abbiamo ancora molto da imparare. Prendi un foglio e leggi che una cosa è tossica e dannosa, ne leggi un altro e scopri che è falso e che in verità porta benefici. Tutti gli enti con cui siamo in contatto da tempo ci hanno detto che, con le informazioni attualmente disponibili, le regolamentazioni sono sufficientemente adeguate", ha dichiarato E. Clayton Teague, direttore del National Nanotechnology Coordinating Office, che supervisiona gli investimenti governativi (circa un miliardo di dollari) nel settore nanotecnologico.
La nanotecnologia, come noto, si occupa della manipolazione atomica di sostanze. A queste dimensioni, i materiali sono in grado di mostrare proprietà fisiche e chimiche radicalmente diverse da quelle a cui siamo abituati. Alcuni studi hanno rivelato che la dispersione di particelle così piccole potrebbe creare gravi effetti collaterali sia all'ambiente che alla salute dell'uomo. Il rapporto di Davies si concentra proprio su questo punto, ovvero sugli strumenti che la legge ha istituito per proteggere la comunità dagli eventuali rischi.
Il Toxic Substances Control Act (TSCA), ad esempio, obbliga i produttori a comunicare alla Environmental Protection Agency quali composti chimici desiderino commercializzare, e danno all'agenzia governativa il potere di veto su quelli potenzialmente rischiosi. Il problema è che la clausola della "piccola quantità" non rende possibile applicare il TSCA a tutte le produzioni: le sostanze chimiche prodotte in quantità inferiori alle 11 tonnellate sono infatti escluse dalle limitazioni.
"Il fatto che ne siano prodotte poche quantità non è sinonimo di sicurezza", ha aggiunto Davies.
"Le aziende descrivono i nanomateriali come composti ordinari che differiscono solo per dimensioni. Bene, proprio questo aspetto è l'elemento chiave". L'EPA, che è a favore di una regolamentazione "volontaria", non si è ancora espressa al riguardo.
"Le altre leggi sono troppo deboli perché non richiedono studi sulla sicurezza prima che i prodotti vengano commercializzati", ha spiegato Davies. Federal Hazardous Substances Act e le indicazioni del Food, Drug and Cosmetic Act riguardanti i cosmetici - uno dei settori dove viene fatto ampio uso di nanoingredienti - mettono il Governo in condizione di agire solo dopo un eventuale danno registrato dai clienti.

Secondo l'indagine, inoltre, le agenzie che dovrebbero occuparsi di monitorare la situazione sarebbero sottodimensionate. Occupational Safety and Health Administration dispone di una forza lavoro inferiore del 25% rispetto al 1980, mentre nel tempo i suoi compiti sono aumentati considerevolmente.
Consumer Product Safety Commission, che lavora per far rispettare l'Hazardous Substances Act impiega solo 446 persone.
Food and Drug Administration ha rilasciato un comunicato riguardante i dubbi sollevati da Davies. "(...)
L'attuale regolamentazione è probabilmente adeguata per la maggior parte dei prodotti nanotecnologici.
Stiamo continuando a seguire gli sviluppi rilevanti di questo settore e valuteremo i benefici che questa nuova tecnologia potrà dare", si leggeva nel documento ufficiale.
"I nanomateriali sono sempre più elaborati con sostanze biologiche attive che incrementeranno i pericoli per l'ambiente e le persone. Sarebbe utile che le aziende spiegassero maggiormente alle istituzioni il loro operato", ha dichiarato David Rejeski, responsabile del programma nano-scientifico presso Woodrow Wilson Center.
"I comportamenti di queste sostanze sono quanto mai complicati. Ma non vi sono state molte discussioni al riguardo. Siamo praticamente senza dati".

By Dario d'Elia

Nanocosi, stilato un inventario dei prodotti: La nanotecnologia è già entrata nella vita di tutti i giorni e una nuova lista di prodotti lo dimostra. Le paure del pubblico e il latitare di valide ricerche non fermano il mercato di settore, che ora vale 30 miliardi di dollariù
http://www.nanotechproject.org/index.php?id=44&id=44&action=view&p=0

Link su una discussione molto importante su giochi militari e inquinamento ambientale da metalli, la catastrofe della vita naturale sulla terra
http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=2755&forum=6

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CONTAMINAZIONE da NANOTECNOLOGIA

Esiste un pericolo concreto di contaminazione biologica proveniente dai laboratori biotecnologici sparsi in tutto il mondo: l'allarme arriva da un rapporto pubblicato dalla rivista specializzata Biosecurity and Bioterrorism e viene rilanciato da Nature.

Richard Ebright della Rutgers University del New Jersey spiega: "Gli incidenti gravi sono frequenti, ma non vengono mai resi noti. Siamo nell'ordine di dozzine di contaminazioni biologiche solo negli Stati Uniti ogni anno".
Attualmente proprio negli Usa le normative non obbligano le strutture di ricerca biotecnologica a comunicare alle autorità federali ogni incidente.
Le ricerche finanziate dai National Institutes of Health (NIH) o che implicano tecniche di DNA ricombinante presentano un obbligo di comunicazione in caso di eventi avversi, ma non sono previste sanzioni in caso di mancate comunicazioni. L'esposizione ad agenti patogeni inseriti nelle liste riguardanti il bioterrorismo (come l'antrace) va segnalata obbligatoriamente ai Centers for Disease Control and Prevention.

Il rapporto del Center for Biosecurity dell'University of Pittsburgh sottolinea che molto deve essere fatto sul fronte della comunicazione, e che lo stato di cose attuale rappresenta un rischio elevato per la popolazione.
Queste affermazioni stanno suscitando viva preoccupazione sui mezzi d'informazione statunitensi e internazionali, ma fino ad ora non arrivano commenti ufficiali.
Un portavoce dell'US Department of Health and Human Services ha dichiarato che il rapporto verrà adeguatamente commentato dopo esser stato analizzato nel dettaglio.

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