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Posted - 16 October 2010 :  19:20:20  Show Profile  Reply with Quote


Ancora oggi la società civile, è in preda, è succube di rivelazioni, scienza e idoli collusi, pronti a far credere, consigliare e pressare consumo di tecniche e prodotti altamente tossici e pericolosi.
Per problemi di forte interesse, chi è competente non ha la possibilità di replicare le proprie conoscenze perché è in panico a qualsiasi tipo di ritorsioni.
In internet oramai troviamo tante discussioni, tante esternazioni di chi purtroppo oltre a non avere competenza e neanche conoscenza di base, l’unico suo interesse è solo di mettersi in mostra e di far convergere clienti nel proprio studio odontoiatrico.
Per l’appunto, di questi soggetti praticanti al 99% alla carlona, non fanno altro che gestire con avidità i propri interessi.
Hanno studiato, hanno conseguito un corso di laurea, ma in ché se non conoscono i propri materiali che usano quotidianamente nella loro attività professionale?
Tutto il creato appartiene ed è regolato da un sistema che scientificamente è definito scienza quantistica, quindi parliamo di interazioni quantistiche.
Come mai i dotti laureati non la conoscono e addirittura la boicottano, la disconoscono?
Semplice, se no cade tutto il loro mondo scientifico, cadono tutti i loro castelli di sabbia.
La zirconia, cosa è la lega agli ossidi di zirconia?
Secondo voi, cosa dice “lega agli ossidi di zirconia”?
Qualcuno la definisce ceramica!
Secondo gli studi di chi ha contribuito, definito i termini chimici a livello internazionale, dice che tutti quei elementi legati all’ossigeno sono ossidi e i loro derivati sono definiti metalloidi.
La lega agli ossidi di zirconia è un agglomerato di elementi sottoprodotti, senza una loro formulazione atomica, senza una propria forza di coesione elettronica, immessi sotto pressione in un altro ossido siliceo, detto silicato, miscelato e compresso ad una alta pressione, circa 600 atmosfere?
E questo la chiamate ceramica?
La vera ceramica ha di base elementi propri, con le proprie caratteristiche atomiche e naturalmente in piccole percentuali ritroviamo ossidi di reazione primaria, ben diversi dai sotto prodotti.
Per legge biochimica, quando finiscono nel nostro sistema biologico, gli ossidi sono il presupposto di fenomeni patologici, attivano malattie autoimmuni etc.
Voi mi direte perché?
Purtroppo il nostro sistema, in gran parte circa 80%, è composto da sostanze liquide con tutti gli annessi e connessi: proteine, vitamine, enzimi etc, il tutto in relazione a campi elettrici e regolato da un fattore pH che per tutta una serie di situazioni è fortemente acido.
Ebbene, proprio questo fattore elettrolitico a contatto con i materiali, determina una dissoluzione dei detti materiali, cioè, l’ossigeno e la presenza degli ossidi sono il fattore determinante della dissoluzione.
Per non parlare poi della dimensione di detti microcomponenti, detti nanoparticelle paragonabili a una dimensione di un micron, basti pensare che oltre alla inoculazione attraverso la respirazione, questi elementi polverizzati durante la lavorazione possono, attraversano la pelle fino a introdursi nel sistema fisiologico e arrivare al fegato nell’incirca 12 ore e creare seri problemi patologici.
Siamo sicuri quanto detto da chi afferma che la zirconia è una ceramica ed è sicura?

Consigli di leggere quanto segue


ANTICHI TERMINI CHIMICI
G. Giacomo Guilizzoni
Rivista: «Fertilizzanti»
4/2002
«Carneade! Chi era costui? - ruminava tra sè don Abbondio seduto
sul suo seggiolone, in una stanza del piano superiore, con un libricciolo
aperto davanti [...]. Questo nome mi par bene di averlo letto o sentito...».
Quante volte gli studenti, e anche i giovani insegnanti, si saranno
posti
la celebre domanda incontrando curiosi nomi quali pietra infernale,
zucchero di Saturno, burro di antimonio, sapone dei vetrai e simili, usati
dagli antichi per denominare composti chimici; alcuni, consacrati dall’uso,
sono sopravvissuti e si possono incontrare qua e là, anche nei più moderni
trattati, in articoli di legge e nelle norme UNI, come ad esempio calce
idrata
e fiore di calce (idrossido di calcio).
01. Elementi chimici
Un tempo gli elementi chimici venivano distinti in metalli e
metalloidi. Il secondo nome, improprio, indicava gli elementi non aventi
caratteristiche metalliche, ora chiamati non metalli.
I metalli condividono molte proprietà (lucentezza, conduttività
termica ed elettrica, ecc.) mentre i non metalli, tra loro, hanno poche
caratteristiche comuni. Per questo motivo, e non per l’odierna mania di
ricorrere alla litote (Ha scritto Cesare Marchi: «… oggi si indica una
persona o una cosa non per ciò che è ma per ciò che non è») non è stato
assegnato un nome a questa eterogenea categoria di elementi.
Sono chiamati metalloids, nei Paesi Anglosassoni, i semimetalli,
pochi elementi posti al confine, nella tavola periodica di Mendeleev, tra i
metalli e i non metalli.
Una digressione. Sono più corretti i termini lantanoide e attinoide o
lantanide e attinide? Le dizioni più corrette sono quelle con il suffisso -
oide,
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Tutti i diritti riservati. Vietata la pubblicazione con ogni mezzo.
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essendo questi elementi simili al lantanio ed all’attinio e non originati dal
lantanio o dall’attinio. Il pelide Achille era figlio di Peleo, non simile a
Peleo.
Alcuni nomi dati agli elementi chimici sono desueti. Il niobio,
scoperto insieme al tantalio nel minerale columbite, fu chiamato columbio.
L’astato fu chiamato in un primo tempo alabamio (da Alabama, USA); il
berillio, per il sapore dolce di alcuni suoi sali, glucinio; il francio, virginio
(da Virginia, USA); il lutezio, celtio (dai Celti) e cassiopeo (dal nome della
costellazione Cassiopea); il platino, oro bianco; il promezio, illinio (da
Illinois, USA) e florenzio (da Firenze); il protoattinio, per l’emivita breve
dei suoi isotopi, brevio; il rado, gas prodotto nel decadimento di altri
elementi radioattivi, emanazione; il tecnezio, masurio (da Masuria, regione
polacca); il tulio, aldebaranio (da Aldebaran, una stella); il vanadio, per il
color rosso di alcuni suoi composti, eritronio. Neodimio e praseodimio
furono ritenuti in un primo tempo un unico elemento (didimio, dal greco
dídymos, gemello).
I nomi di alcuni elementi vengono scritti, da alcuni, nella forma usata
nella lingua inglese. Neo diventa neon; argo, argon; xeno, xenon; rado,
radon e fin qui niente di male. Purtroppo, silicon (silicio) diventa sovente,
sui giornali e in televisione, silicone (con l’immancabile citazione della
Valle del «Silicone»). Si incontrano talvolta anche fluorina, clorina,
bromina, iodina, astatina, nitrogeno, chiaramente traduzioni approssimate
dall’ inglese di fluoro, cloro, bromo, iodio, astato, azoto.
02. Composti degli elementi con l’idrogeno
Secondo la IUPAC si chiamano idruri i composti dell’ idrogeno con i
metalli e i non metalli boro, silicio, carbonio, antimonio, arsenico, fosforo e
azoto. Nei composti con elementi molto elettronegativi la desinenza -uro
compete all’elemento; ad esempio, HI non è idruro di iodio ma ioduro di
idrogeno; l’acqua non è idruro di ossigeno ma ossido di idrogeno. Alcuni
termini tradizionali come ad esempio ammoniaca e borani, si usano tuttora.
03. Ossidi
Secondo la IUPAC si denominano ossidi tutti i composti degli
elementi con l’ossigeno (F2O escluso, è fluoruro di idrogeno). All’epoca di
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Lavoisier (XVII secolo) gli ossidi dei metalli avevano nomi di fantasia,
come soda (ossido di sodio Na2O) e potassa (ossido di potassio K2O).
Alcuni termini, come calce (CaO) e allumina (Al2O3), sono usati
tuttora. Per soda si intende ora il sodio carbonato anidro Na2CO3 mentre è
detto soda cristalli il sodio carbonato decaidrato Na2CO3·10H2O.
Gli ossidi dei non metalli erano chiamati acidi, come acido
carbonico (diossido di carbonio CO2), acido solforico (triossido di zolfo
SO3), acido osmico (tetrossido di osmio OsO4). Per questo motivo, sulle
confezioni delle acque minerali, è facile imbattersi ancor oggi nella scritta:
«Contiene disciolto gas acido carbonico». Erano chiamati sesquiossidi (dal
latino semisque, mezzo in più) gli ossidi in cui il rapporto tra il metallo e
l’ossigeno è 1:1,5. Così ad esempio, l’ossido di ferro(III) Fe2O3 era detto
sesquiossido di ferro. Successivamente, gli ossidi dei non metalli da cui
derivano ossoacidi, furono chiamati anidridi, termine tuttora in uso anche
se non è ammesso dalla IUPAC.
04. Idrossidi
Gli attuali idrossidi venivano considerati prodotti di addizione tra gli
ossidi metallici e l’acqua e perciò chiamati ossidi idrati o semplicemente
idrati. Esempi: idrato di soda o soda caustica, Na2O·H2O (idrossido di
sodio NaOH); idrato di potassa o potassa caustica, K2O·H2O (idrossido di
potassio KOH); calce idrata, o calce spenta (essendo ottenuta per
«spegnimento» con acqua della calce viva) CaO·H2O (idrossido di calcio,
Ca(OH)2); idrato di bario o barite caustica BaO·H2O (idrossido di bario
Ba(OH)2); allumina idrata Al2O3·3H2O (idrossido di alluminio Al(OH)3).
Ancor oggi, in alcuni cataloghi di prodotti chimici, l’idrossido di sodio è
inserito come sodio idrato, un mix di antico e moderno.
Due parole sull’ aggettivo caustico, da alcuni studenti creduto
pertinente ad alcune basi forti. Sono caustici (dal greco kaustikós,
bruciante, esercitante azione distruttiva sulla pelle) oltre alle basi forti,
anche gli acidi forti e alcuni acidi deboli, come ad esempio l’acido
fluoridrico e l’acido formico.
05. Ossoacidi
Il nome IUPAC degli ossoacidi deriva da quello dell’elemento con
desinenza –ico; con i consueti prefissi sono indicati il numero di atomi di
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ossigeno e dell’elemento, di cui si deve riportare anche il numero di
ossidazione. Tutti i sali degli ossoacidi hanno desinenza –ato. Sono
eliminati
i suffissi -oso e -ito e i prefissi ipo-, per-, orto-, meta- piro-. Così ad
esempio, l’acido nitroso HNO2 e l’acido nitrico HNO3 si dovrebbero
chiamare acido diossonitrico(III) e acido triossonitrico(V) e i loro sali non
nitriti e nitrati bensì diossonitrati(III) e triossonitrati(V).
La nomenclatura IUPAC degli ossoacidi non ha incontrato il favore
dei chimici per gli acidi più comuni e i loro sali ma diventa utile per
denominare gli ossoacidi poco comuni. Se, per esempio, chiedono ad un
chimico la formula dell’acido ipofosforoso, i casi sono due: la ricorda o
non
la ricorda. Quando questo acido è indicato con il nome IUPAC acido
diossofosforico(I) tutto diventa chiaro: la formula deve contenere un atomo
di fosforo con n.o. = +1, due atomi di ossigeno (n.o. totale - 4) e, affinchè
la
somma algebrica dei numeri di ossidazione sia zero, tre atomi di idrogeno.
La formula è quindi H3PO2.
Gli ossoacidi inorganici erano considerati, anticamente, acidi idrati.
Esempio. Quello che per noi è l’acido solforico H2SO4 veniva scritto
SO3·H2O e chiamato acido solforico monoidrato
Erano chiamati acido azotico e azotati l’acido nitrico HNO3 e i
nitrati. L’acido cianidrico HCN era detto acido prussico (da Prussia) e
alcuni suoi derivati prussiati. L’acido cloridrico HCl fu chiamato acido
muriatico, dal latino muria, acqua salata, e anche acido idroclorico.
Il cloro, scoperto da K.W. Scheele nel 1774, fu ritenuto in un primo
tempo un composto e chiamato acido ossimuriatico.
06. Sali
I sali degli ossoacidi, nel XVIII secolo, secondo A. L. Lavoisier,
erano considerati il prodotto di addizione tra un acido (l’attuale ossido non
metallico, o anidride) e una base (l’attuale ossido metallico). Così ad
esempio, il calcio solfato CaSO4 veniva detto solfato di calce e scritto
CaO·SO3; il sodio carbonato Na2CO3 veniva scritto Na2O·CO2 e chiamato
carbonato di soda; l’alluminio nitrato Al(NO3)3 nitrato di allumina e
scritto
Al2O3·3N2O5. Ciò spiega perché, ancor oggi, le percentuali del fosforo e del
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potassio nei fertilizzanti vengono espresse rispettivamente in anidride
fosforica (P2O5) e ossido di potassio (K2O), anzichè in fosforo e potassio.
La notazione dualistica è tuttora usata per rappresentare le formule
dei minerali, in particolare dei silicati. Esempi: CaO·SiO2 (CaSiO3, calcio
triossosilicato); 2CaO·SiO2 (Ca2SiO4, calcio tetraossosilicato); 3CaO·SiO2
(Ca3SiO5, calcio pentaossosilicato); 3MgO·2SiO2 (serpentino, Mg3Si2O7,
magnesio eptaossodisilicato); K2O·2Al2O3·5SiO2 (pagodite, potassio
eptadecaossopentasilicotetraalluminato, K2Al4Si5O17).
Alcuni sali conservano ancora antichi nomi, derivanti da qualche loro
caratteristica, dalla provenienza o dal nome dello scopritore. Così ad
esempio, gli alchimisti del Medioevo associavano sette metalli ad altrettanti
oggetti celesti: l’oro al Sole, l’argento alla Luna, lo stagno a Giove, il ferro
a Marte, il rame a Venere, il mercurio al pianeta omonimo e il piombo a
Saturno. Ecco l’origine di luna cornea (argento cloruro), zucchero di
Saturno (piombo idrossoacetato) e di saturnismo (intossicazione da
piombo). Altri esempi. Il magnesio solfato era chiamato sale amaro, sale
inglese e sale di Epsom, essendo presente nelle acque minerali di Epsom
(UK); l’ammonio e ferro solfato, sale di Mohr (dal chimico tedesco Carl
Friedrich Mohr, 1806-1879); il potassio e sodio tartrato, sale di Seignette
perché scoperto da Pierre Seignette, un farmacista francese del XVII
secolo.
Il potassio e alluminio solfato dodecaidrato, KAl(SO4)2·12H2O, è
conosciuto da secoli sotto il nome di allume di rocca. Per estensione,
furono
chiamati allumi anche i solfati dodecaidrati di alluminio ed altri cationi
monovalenti; successivamente il termine fu esteso a tutti solfati
dodecaidrati
di cationi trivalenti (Fe3+, Cr3+, Mn3+) e cationi monovalenti (K+, Na+, Tl+ e
anche NH4
+). Così ad esempio, non contengono alluminio l’allume ferricoammonico
FeNH4(SO4)2·12H2O e l’ allume di cromo CrK(SO4)2·12H2O.
Merita un cenno il nome cloridrato, usato un tempo per indicare un
cloruro. Così ad esempio, i cloruri di alchil- e arilammonio erano
considerati prodotti di addizione di un’ammina con l’acido cloridrico. Così,
il prodotto della reazione dell’anilina con l’acido cloridrico veniva scritto
C6H5NH2#8901;HCl e chiamato cloridrato di anilina, mentre si tratta del cloruro
di fenilammonio, C6H5NH3Cl. Cloridrato si usa ancor oggi (come si può
vedere sulle confezioni di molti farmaci) quando il termine tradizionale
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della base è consacrato dall’uso. Così ad esempio, si parla di morfolina
cloridrato,
O(CH2)4NH·HCl anzichè di 1,4-ossazinonio cloruro, O(CH2)4NH2Cl .
07. Idrogenosali
La IUPAC definisce idrogenosali, diidrogenosali, triidrogenosali, ...
i sali risultanti formalmente da un acido per sostituzione parziale degli
atomi
di idrogeno con un catione. Per esempio, dall’acido fosforico H3 PO4
derivano un sale di potassio, il potassio fosfato K3PO4, e due idrogenosali,
il
potassio idrogenofosfato K2HPO4 ed il potassio diidrogenofosfato KH2PO4.
I termini bicarbonato, bisolfito, bisolfato e simili non sono ammessi
dalla IUPAC e devono essere sostituiti con idrogenocarbonato,
idrogenosolfito, idrogenosolfato, ecc. Così ad esempio, se il composto
Na2CO3 continua a chiamarsi sodio carbonato, il composto NaHCO3 non
andrebbe denominato, come si usa per inerzia e semplicità, sodio
bicarbonato, bensì sodio idrogenocarbonato: nella sua formula non si vede
nulla che possa giustificare il prefisso bi-. Per spiegare la presenza di
idrogeno nella loro formula, gli idrogenosali erano considerati sali uniti a
molecole di acqua. Il sodio idrogenocarbonato NaHCO3 veniva scritto
Na2O·2CO2·H2O e chiamato coerentemente bicarbonato di soda. Ecco la
provenienza del prefisso bi-.
Gli idrogenosali, per la presenza di atomi di idrogeno nella loro
formula, venivano un tempo detti sali acidi, termine ingannevole. Per
esempio, per il sodio idrogenosolfato NaHSO4 il nome solfato acido di
sodio è pertinente, per la presenza dell’anione HSO4
-, un acido forte.
Parlare di carbonato acido di sodio per indicare il sodio idrogenocarbonato
NaHCO3 è un errore: l’anione HCO3
- è una base. Infatti, il «bicarbonato» è
il componente principale di numerosi antiacidi gastrici e non si capisce
perché si debba assumere un acido per contrastare l’iperacidità gastrica.
Un altro antico metodo per denominare gli idrogenosali era quello di
contare gli atomi di idrogeno sostituiti dal catione. Così ad esempio, il
fertilizzante CaHPO4, pur contenendo un solo atomo di calcio, è chiamato
ancor oggi fosfato bicalcico perchè la sua formula deriva da quella
dall’acido fosforico H3PO4 sostituendo due atomi di idrogeno con un
catione
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calcio. La nomenclatura IUPAC non lascia dubbi: dall’acido fosforico
derivano un sale, il calcio fosfato Ca3(PO4)2, e due idrogenosali, il calcio
idrogenofosfato CaHPO4 e il calcio diidrogenofosfato Ca(H2PO4)2. La
confusione era aumentata da chi li chiamava rispettivamente, bifosfato e
monofosfato di calcio o anche fosfato di calcio primario, secondario e
terziario.
08. «Acque», «latti» e «arie»
Anticamente, alcuni liquidi (e soluzioni) venivano chiamati «acque»;
ancor oggi, la miscela di acido cloridrico concentrato e acido nitrico
concentrato, capace di attaccare l’oro e altri metalli nobili, viene chiamata
acqua regia. Il re compare anche nei termini francesi eau régale e tedesco
Konigs-wasser; gli angloamericani usano il termine latino aqua regia. I non
specialisti tendono a confondere l’ acqua regia con l’ acqua ragia o
trementina, ora chiamata semplicemente ragia, un prodotto totalmente
diverso dall’acqua regia, essendo una miscela di terpeni e altre sostanze
organiche, prodotta nella distillazione della resina di conifere. Il nome
deriva
infatti da latino rasis, resina. La ragia minerale (white spirit) è una frazione
della distillazione del petrolio.
Tab. 1. Antiche «acque».
acqua di barite soluzione acquosa di idrossido di bario
acqua borica soluzione acquosa di acido borico
acqua di bromo soluzione acquosa di bromo
acqua di calce soluzione acquosa di idrossido di calcio
acqua di cloro soluzione acquosa di cloro
acqua di Colonia soluzione idroalcolica di essenze profumate
acqua epatica soluzione acquosa di acido solfidrico
acqua forte acido nitrico concentrato
acqua di Javel soluzione acquosa di sodio ipoclorito
acqua di Labarraque soluzione acquosa di potassio ipoclorito
acqua ossigenata soluzione acquosa di perossido di idrogeno
acqua ragia trementina
acqua regia miscela di acido cloridrico conc.e acido nitrico conc.
acqua vegeto-minerale soluzione acquosa di piombo idrossoacetato
Alcune sospensioni acquose lattescenti erano chiamate «latti»;
sopravvivono latte di calce, latte di magnesia (sospensioni acquose di
idrossido di calcio e idrossido di magnesio) e latti cosmetici.
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Prima che il chimico fiammingo J.B. van Helmont proponesse il
termine gas (dal greco cháos, materia informe), alcuni gas erano detti
«arie»,
come aria vitale, aria deflogisticata (ossigeno), aria mefitica, aria
flogisticata (azoto), aria infiammabile (idrogeno).
09. Idrocarburi
Gli alcani venivano detti, un tempo, paraffine; i cicloalcani, nafteni;
gli alcheni, olefine; gli alchini, acetileni. Soltanto i primi quattro termini
delle quattro serie degli idrocarburi alifatici conservano i vecchi nomi:
metano (da alcole metilico); etano, etene, etino (da etere); propano,
ciclopropano, propene, propino (dal gr pró, prima, e píon -onos, grasso);
butano, ciclobutano, butene, butino (da butirro). Per tutti gli altri si usa il
nome razionale indicante il numero di atomi di carbonio, come ad esempio
pentano, ciclopentano, pentene, pentino; esano, cicloesano, esene, esino,
ecc..
I nomi degli alcheni CH2=CH2 e CH2=CHCH3 da tempo sono stati
modificati da etilene ad etene e da propilene a propene, per allinearli con
quelli degli altri alcheni come butene, pentene, esene, ecc. ed anche per
evitare confusioni con gli omonimi residui bivalenti dell’etano
#63719;(CH2)2#63719; e del propano #63719;(CH2)3#63719;. Per gli areni si usano tuttora i nomi
tradizionali opportunamente corretti. I composti detti un tempo benzolo,
toluolo, xilolo non sono alcoli o fenoli ma idrocarburi aromatici e i loro
nomi corretti sono benzene, toluene, xilene. La naftalina non è un’ammina
e si chiama correttamente naftalene.
10. Alcoli
I loro termini IUPAC sono quelli dell’idrocarburo da cui derivano
con desinenze -olo, -diolo, -triolo, ecc. Così ad esempio, dal propano
CH3CH2CH3 derivano due monoli (propanolo 1 o n-propanolo,
CH3CH2CH2OH e propanolo 2 o isopropanolo, CH3CH(OH)CH3); due dioli
(propandiolo 1,2, CH3CH(OH)CH2OH e propandiolo 1,3
HOCH2CH2CH2OH); un triolo, il propantriolo, HOCH2CH(OH)CH2OH,
più
noto come glicerolo o glicerina (per il sapore dolce). Il secondo termine, in
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via di estinzione, non va usato essendo il suffisso –ina pertinente alle
ammine. Per lo stesso motivo colesterina è diventato colesterolo, eritrite
eritrolo, sorbite #8594; sorbitolo (la desinenza –ite compete ai minerali).
Le antiche denominazioni degli alcoli derivano da quelle degli acidi
carbossilici e delle aldeidi corrispondenti.
11. Fenoli
Il loro nome IUPAC deriva da quello dell’arene preceduto da idrossi-
,
diidrossi-, triidrossi-, ecc. Esempi. L’idrossibenzene C6H5OH si denomina
tuttora fenolo, dal gr. phàinesthai, brillare, perchè trovato nel catrame,
prodotto nella distillazione del carbone per ottenere il gas illuminante. Il
fenolo è stato chiamato anche acido fenico e acido carbolico. Si ricorda che
il residuo monovalente del benzene (C6H5#63719;) non si chiama benzile bensì
fenile; il benzile è un residuo monovalente del metilbenzene, C6H5CH2#63719;. Il
trabocchetto ricorda un vecchio film in cui Totò, dovendo conseguire la
licenza elementare, alla domanda «Qual è il più vasto lago italiano?»
risponde: «Lago Maggiore!». I diidrossibenzeni C6H4(OH)2 orto
(pirocatecolo), meta (resorcinolo) e para (chinolo) venivano chiamati,
creando confusione, pirocatechina, resorcina e idrochinone, desinenze
tipiche delle ammine e dei chinoni.
12. Aldeidi e chetoni
I loro termini IUPAC sono quelli dell’idrocarburo da cui derivano
con desinenze –ale, -diale, ecc. e rispettivamente -one, -dione, ecc.). Così
ad esempio, dal propano CH3CH2CH3 derivano una monoaldeide, il
propanale CH3CH2CHO; una dialdeide, il propandiale CH2(CHO)2; un
chetone, il propanone CH3COCH3 (il noto acetone).
Come per gli alcoli e gli acidi carbossilici, i nomi tradizionali delle
aldeidi sono di fantasia; così ad esempio, il propenale CH2=CHCHO era
chiamato aldeide acrilica o acroleina, essendo presente nei vapori che si
sprigionano quando un olio per friggere viene portato a temperatura troppo
alta. Molti antichi nomi delle aldeidi derivano da quelli del corrispondente
acido carbossilico.
13. Acidi carbossilici
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I loro termini IUPAC sono quelli dell’idrocarburo da cui derivano,
con desinenza –oico, -dioico, -trioico, ecc. Così ad esempio, dal propano
derivano un acido monocarbossilico, l’acido propanoico CH3CH2COOH e
un acido dicarbossilico, l’acido propandioico CH2(COOH)2.
L’acido etanoico CH3COOH è chiamato ancor oggi acido acetico,
essendo presente nell’aceto. L’antico termine spirito di Venere è dovuto
probabilmente ad un alchimista misogino.
I nomi tradizionali degli acidi carbossilici derivano in gran parte
dagli organismi animali e vegetali in cui furono riscontrati, liberi o
combinati. Esempi. I gliceridi degli acidi esanoico CH3(CH2)4COOH,
ottanoico CH3(CH2)6COOH e decanoico CH3(CH2)8COOH si trovano nel
latte di capra per cui questi acidi sono stati denominati rispettivamente
acido capronico, caprilico, caprinico (o caprico). Per analogia, l' esanale
CH3(CH2)4CHO, l'ottanale CH3(CH2)6CHO e il decanale CH3(CH2)8CHO
sono stati chiamati rispettivamente aldeide capronica, caprilica e caprinica
(o caprica). Per inciso, era chiamato caprone il 2-esanone
CH3CO(CH2)3CH3. E’ in buona compagnia con la gallina (acido 3,4,5,6-
tetraidrossi-9-xantenbenzoico), il civettone (9-ciclopentadecenone), il
TOPO (triottilfosfano ossido) e gli alani (idruri di alluminio).
L’acido L(-)malico (acido 2-idrossibutandioico,
HOOCCH(OH)CH2COOH) si trova nelle mele e dal suo nome derivano
anche quelli dell’acido malonico (acido propandioico, HOOCCH2COOH) e
dell’acido maleico (acido cis-butendioico, HOOCCH=CHCOOH ). L'acido
trans-butendioico si trova nella papaveracea fumaria, cosiddetta per il suo
sapore di fuliggine, ed è stato chiamato acido fumarico. L’acido gallico si
riscontra nelle galle (escrescenze delle piante dovute a punture di insetti); il
gallio e i Galli non c’entrano. Altri antichi nomi di acidi organici derivanti
da piante: acido suberico (acido ottandioico HOOC(CH2)6COOH) dal
sughero; acido salicilico (acido 2-idrossibenzenoico HOC6H4COOH) dalla
corteccia del salice; acidi melissico (acido triacontanoico
CH3(CH2)28COOH) e
pelargonico (acido nonanoico CH3(CH2)7COOH) dalla melissa e dal
pelargonio; acido miristico (acido tetradecanoico CH3(CH2)12COOH) dalla
noce moscata (miristica); acido cinnamico (acido 3-fenilpropenoico
C6H5CH=CHCOOH) dalla cannella (cinnamomo).
14. Eterociclici
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I nomi tradizionali degli eterociclici sono spesso diversi tra loro
soltanto per poche lettere. Così ad esempio, derivano:
dal latino piper, pepe: piperazina, piperidina, piperina, piperolidina;
dal greco pyrós, fuoco, piramidina, piramidone, pirano, pirazina,
pirazolidina, pirazolina,pirazolo, pirazolone, piridazina, piridina,
piridossale, piridossina,pirimidina, pirone;
dal greco pyrrós, rosso: pirrolidina, pirrolidone,pirrolina, pirrolizina,
pirrolo;
da indaco: indacano, indacene, indalone indammina, indandione, indano,
indanolo, indanone, indantrene,indantrone, indazolo, indene, indigotina,
indirubina, indolina, indolizina,indolo, indololo, indone, indossile.
Anche un chimico con la memoria di Pico della Mirandola si
troverebbe in difficoltà se gli chiedessero a bruciapelo le formule
corrispondenti ai nomi sopra elencati.
Per gli eterociclici esistono regole IUPAC di nomenclatura,
inevitabilmente complesse, in particolare per le molecole costituite da due o
più anelli condensati. Per gli eterociclici monociclici, secondo il numero
degli atomi dell’anello si usano i suffissi della tab. 2. Essi distinguono gli
eterociclici in cui sono presenti eteroatomi di azoto da quelli contenenti
eteroatomi di ossigeno, zolfo e altri elementi.
Tab. 2. Suffissi degli eterociclici.
Anello
azotati
insaturi
azotati
saturi
non azotati
insaturi
non azotati
saturi
3 -irina -iridina -irene -irano
4 -ete -etidina -ete -etano
5 -olo -olidina -olo -olano
6 -ina (*) -inano -ina (*) -ano
7 -epina (**) -epina -epano
8 -ocina (**) -ocina -ocano
9 -onina (**) -onina -onano
10 -ecina (**) -ecina -ecano
(*) Fosfa- diventa fosfor-; arsa- diventa arsen-; stiba- diventa antimon-, per non confonderli con fosfina
PH3, arsina AsH3 e stibina SbH3.
(**) Al nome del composto insaturo corrispondente si unisce il prefisso peridro-.
Esempi (in parentesi i nomi tradizionali).
Anelli triatomici
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N N O O
2H-azirina aziridina ossirene ossirano
(ossido di etilene)
Anelli tetratomici
N NH O O
azete azetidina 2H-ossete ossetano
(ossido di trimetilene)
Anelli pentatomici
N N O O
H
1H-azolo azolidina ossolo ossolano
(pirrolo) (pirrolidina) (furano) (tetraidrofurano)
Anelli esatomici
N N O O
H
azina azinano 4H-ossina ossano
(piridina) (piperidina) (#947;-pirano) (tetraidropirano)
Quando sono presenti più eteroatomi uguali si usano i consueti prefissi
mono-, di-, tri- ... , come ad esempio ditia-, triaza-, tetraossa-, ecc.
Quando sono presenti più eteroatomi diversi, nel nome si condensano i
prefissi seguendo, per i più comuni eterociclici, l’ ordine: ossigeno, zolfo,
azoto. Così ad esempio, il prefisso tiaza- indica la presenza di un atomo di
azoto ed uno di zolfo, il prefisso ossadiaza- la presenza di un atomo di
ossigeno e due di azoto, ecc.
Esempi.
N
S S
N
H
O
N S
O
1,3-tiazolo 2H-1,4-tiazina 1,4-ossazinano 1,2-ossatiina
(tiazolo) (morfolina)
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Gli atomi di carbonio uniti ad altri due con legami semplici sono
individuati aggiungendo il prefisso H al nome del composto, preceduto dal
numero indicante la loro posizione.
Esempi.
totalmente parzialmente totalmente
insaturo saturo saturo
S S S
2H-tiina 3,4-diidro-2H-tiina 3,4,5,6-tetraidro-2H-tiina (ovvero tiano)
Glossario
Nomi antichi Nomi attuali
acetica, aldeide etanale
acetico, acido etanoico, acido
acetilacetone 2,4-pentandione
acetilene tetracloruro 1,1,2,2 tetracloroetano
acetofenone fenilmetilchetone
acetone propanone
acridina dibenzoazina
acrilica, aldeide propenale
acrilico, acido propenoico, acido
adipico, acido esandioico, acido
afnia diossido di afnio
alanina 2-amminipropanoico, acido
allilico, alcole propenolo
allume di cromo cromo e potassio solfato dodecaidrato
allume ferrico ferro(III) e potassio solfato dodecaidrato
allume di rocca alluminio e potassio solfato dodecaidrato
allume romano (#8594; allume di rocca)
allume usto alluminio e potassio solfato anidro
allumina ossido di alluminio
amilici, alcoli pentanoli
angelico, acido cis-2-metil-2-butenoico, acido
aAntranilico, acido 2-amminobenzoico, acido
arachico, acido eicosanoico, acido
arachidonico, acido 5,8,11,14-eicosatetraenoico, acido
arsano triidruro di arsenico
arsenico bianco ossido di arsenico(III)
arsenico giallo solfuri di arsenico
arsenico rosso solfuri di arsenico
arsano triidruro di arsenico
azelaico, acido nonandioico, acido
azotico, acido nitrico, acido
azotidrico, acido idruro di triazoto
azoto, ossidulo ossido di diazoto
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azoto, protossido ossido di diazoto
barite caustica idrossido di bario
behenico, acido docosanoico, acido
benzilico, alcole feniletanolo
benzimidazolo benzo[b]1,3-diazolo
benzidrolo difeniletanolo
benzofenone difenilchetone
berillia ossido di berillio
biacca piombo idrossocarbonato
bianco fisso bario solfato
bianco di Spagna calcio carbonato
bianco di titanio diossido di titanio
bianco di tungsteno bario wolframato
bianco di zinco ossido di zinco
bianco di zirconio diossido di zirconio
bicarbonati idrogenocarbonati
bismutano triidruro di bismuto
bismuto sottonitrato bismuto idrossonitrati
bisolfati idrogenosolfati
bisolfiti idrogenosolfiti
blu di Berlino ferro e potassio esacianoferrati
blu di Brema rame idrossocarbonato
blu di cobalto cobalto alluminato
blu oltremare sodio silicoalluminato + zolfo disperso
blu di Prussia (#8594; blu di Berlino)
blu di Thenard (#8594; blu di cobalto)
borace sodio eptaossotetraborato
brassilico, acido dodecandioico, acido
bruno di Firenze rame esacianoferrati
burro di antimonio antimonio tricloruro
butilici, alcoli butanoli
butirriche, aldeidi butanali
butirrici, acidi butanoici, acidi
butirrone butanone
calce ossido di calcio
calce idrata idrossido di calcio
calce spenta (#8594; calce idrata)
calce viva (#8594; calce)
calomelano mercurio(I) cloruro
camaleonte minerale potassio permanganato
caprica, aldeide 1-decanale
caprico, acido decanoico, acido
caprilica, aldeide 1-ottanale
caprilico, acido ottanoico, acido
caprilico, alcole 1-ottanolo
caprinica, aldeide 1-decanale
caprinico, acido (#8594; caprico, acido)
capronica, aldeide 1-esanale
capronico, acido esanoico, acido
capronone 2-esanone
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carbazolo dibenzo-1H-azolo
carbonio, protossido diossido di tricarbonio
carbonio tetracloruro tetraclorometano
carbinolo metanolo
ceria diossido di cerio
cerotico, acido esacosanoico, acido
cesia ossido di cesio
cetilico, alcole 1-esadecanolo
chermes minerale antimonio ossisolfuri
chetene etenone
chinazolina benzo[b]1,3-diazina
chinolina benzo[b]azina
chinolina iso benzo[c]azina
chinolizina 2H-azina[1,2a]azina
chinossalina benzo[b]1,4-diazina
chinolo 1,4-diidrossibenzene
cinabro mercurio(II) solfuro
cinabro di antimonio (#8594; chermes minerale)
cinnamica, aldeide fenilpropenale
cinnamico, acido fenilpropenoico, acido
cinnamico, alcole fenilpropenolo
cinnolina benzo[b]1,2-diazina
citraconico, acido trans-metilbutendioico, acido
citrico, acido 3-carbossipentandioico, acido
cloridrati cloruri
cloroformio triclorometano
cobaltinitriti esanitrocobaltati(III)
cremor tartaro potassio idrogenotartrato
cresoli metilidrossibenzeni
cromano benzo[b]diidroossina
cromene benzo[b]2H-ossina
cromene iso benzo[c]2H-ossina
crotilico, alcole 2-butenolo
crotonica, aldeide 2-butenale
crotonici, acido 2-butenoici, acidi
cumarano benzo[b]diidroossolo
cumarone benzo[b]ossolo
cumarone iso benzo[c]ossolo
diacetile butandione
diarsano tetraidruro di di arsenico
difosfano tetraidruro di di fosforo
diossano 1,4-diossano
dossina dibenzo-1,4-diossina
«diossina» 2,3,6,7-tetraclorodibenzo-1,4-diossina
ditiano 1,4-ditiano
elaidico, acido trans-9-octadecenoico, acido
emimellitico, acido 1,2,3-benzentrioico, acido
enantica, aldeide 1-eptanale
enantico, acido eptanoico, acido
erbia ossido di erio(III)
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eritriti btantetroli
eritroli (#8594; eritriti)
erucico, acido cis-13-docosenoico, acido
etilenico, glicole etandiolo
etilico, alcole etanolo
europia ossido di europio(II)
fegato di antimonio (#8594; chermes minerale)
fegato di zolfo potassio polisolfuro
fellogenico, acido docosandioico, acido
fenazina dibenzo-1,4-diazina
fenolo idrossibenzene
fenossazina dibenzo-1,4-ossazina
fenotiazina dibenzo-1,4-tiazina
ferricianuri esacianoferrati(III)
ferrocianuri esacianoferrati(II)
ferro percloruro ferro(III) cloruro
ferruggine ferro(III) solfato
fiore di antimonio ossido di antimonio(III)
fiore di zolfo zolfo sublimato
floroglucina 1,3,5-triidrossibenzene
floroglucinolo (#8594; floroglucina)
formica, aldeide metanale
formico, acido metanoico, acido
fosfame idruro e diazoturo di fosforo
fosfato triidruro di fosforo
ftalazina benzo[c]1,2-diazina
ftalico, acido 1,2-benzendioico, acido
ftalico iso, acido 1,3-benzendioico, acido
fumarico, acido trans-butendioico, acido
furano ossolo
furazano 1,2,3-ossadiazolo
gadoleico, acido cis-9-eicosenoico, acido
gadolinia ossido di gadolinio(III)
gallico, acido 3,4,5-triidrossibenzoico, acido
gas esilarante ossido di azoto(I)
gas delle paludi metano
gas epatico acido solfidrico
germani idruri di germanio
ghiaccio secco diossido di carbonio
giallo di bario bario cromato
giallo di cadmio cadmio solfuro
giallo di calcio calcio cromato
giallo di piombo piombo cromato
giallo oltremare (#8594; giallo di bario)
giallo di zinco zinco cromato
glicerica, aldeide 1,2-diidrossipropanale
glicerico, acido 1,2-idrossipropanoico, acido
glicerina propantriolo
glicerolo (#8594; glicerina)
glicina amminoetanoico, acido
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glicocolla (#8594; glicina)
glicolica, aldeide idrossietanale
glicolico, acido idrossietanoico, acido
gliossalina 1H-1,3-diazolo
gliossilico, acido ossoacetico, acido
glutarico, acido pentandioico, acido
idrochinone (#8594; chinalo)
idrogeno antimoniale triidruro di antimonio
idrogeno arsenicale triidruro di arsenico
idrogeno fosforato gassoso triidruro di fosforo
idrogeno fosforato liquido tetraidruro di difosforo
idrogeno solforato solfuro di idrogeno
imidazolidina 1,3-diazolidina
imidazolina 1,4,5H-1,3-diazolo
imidazolo 1H-1,3-diazolo
indazolo benzo[b]1H-1,2-diazolo
indolina benzo[b]diidroazolo
indolizina azolo[1,2a]-azina
indolo benzo[b]1H-azolo
indolo iso benzo[c]1H-azolo
ipoazotide diossido di azoto
ipocloride diossido di cloro
itaconico, acido metilenbutendioico, acido
itterbia ossido di itterbio(III)
ittria ossido di ittrio(III)
lana filosofica ossido di zinco
lantania ossido di lantanio(III)
lattico, acido 2-idrossipropanoico, acido
laurica, aldeide 1-dodecanale
laurico, acido dodecanoico, acido
laurilico, alcole 1-dodecanolo
lignocerico, acido tetracosanoico, acido
linoleico, acido 9,12-octadecadienoico, acido
linolenico, acido 9,12,15-octadecatrienoico, acido
litargirio ossido di piombo
litia ossido di litio
luna cornea argento cloruro
lutezia ossido di lutezio(III)
magnesia ossido di magnesio
magnesia alba magnesio idrossocarbonato
magnesia usta (#8594; magnesia)
magistero di bismuto bismuto idrossonitrati
magistero di zolfo zolfo precipitato da solfuri
maleico, acido cis-butendiioico, acido
malico, acido idrossibutandioico, acido
malonico, acido propandioico, acido
mannite esasesolo
mannitolo (#8594; mannite)
massicot ossido di piombo
melissico, acido triacontanoico, acido
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mellitico, acido benzenesoico, acido
mellofanico, acido 1,2,3,4-benzentetroico, acido
mesaconico, acido metil-cis-butendioico, acido
metacrilica, aldeide 2-metilpropenale
metacrlico, acido 2-metilpropenoico, acido
metilico, alcole metanolo
miazina 1.3-diazina
minio tetrassido di tripiombo
minio di cobalto tetrossido di tricobalto
miristica, aldeide 1-tetradecanale
miristica, acido tetradecanoico, acido
miristilico, alcole 1-tetradecanolo
miristoleico, acido cis-9-tetradecenoico, acido
monox ossido di silicio
montanico, acido octacosanoico, acido
morfolina 1,4-ossazinano
naftoli idrossinaftaleni
neodimia ossido di neodimio(III)
nervonico, acido cis-15-tetracosenoico, acido
neve carbonica (#8594; ghiaccio secco)
nitroprussiati nitrosopentacianoferrati(III)
oleico, acido cis-9-octadecenoico, acido
olio di mandorle amare aldeide benzoica
olio di mirbano nitrobenzene
olio di vetriolo acido solforico
olmia ossido di olmio(III)
oro cloruro tetracloroaurico(III), acido
oro musivo stagno(IV) solfuro
osmico, acido ossido di osmio(VIII)
ossazolo 1,3-ossazolo
ossazolo iso 1,2-ossazolo
ossalico, acido etandioico, acido
ossido pulce diossido di piombo
ossiidrochinone 1,3,4-triidrossibenzene
palmitica, aldeide 1-esadecanale
palmitico, acido esadecanoico, acido
palmitico, alcole 1-esadecanolo
palmitoleico, acido cis-9-esadecenoico, acido
pirocatecolo 1,3-diidrossibenzene
pirogallolo 1,2,3-triidrossibenzene
piromellitico, acido 1,2.4.5-benzentetroico, acido
pirrolidina azolidina
pirrolina 1,4-5H-azolo
pirrolizina azolo[1,2a]-azolo
pirrolo 1H-azolo
piruvica, aldeide 2-ossopropanale
piruvico, acido 2-ossopropanoico, acido
pivalico, acido 2,2-dimetilpropanoico, acido
platino cloruro esaclroplatinico(IV), acido
polvere di Algarotti antimonio ossicloruro
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potassa ossido di potassio, potassio carbonato
potassa caustica idrossido di potassio
praseodimia ossido di praseodimio(III)
precipitato giallo ossido di mercurio(II)
precipitato rosso (#8594; precipitato giallo)
prenitico, acido 1,2,3,5-benzentetroico, acido
propargilica, aldeide propinale
propargilico, acido propinoico, acido
propargilico, alcole propinolo
propenilico, alcole propenolo
propilenici, glicoli propandioli
propiolica, aldeide (#8594; propargilica, aldeide)
propiolico, acido (#8594; propargilico, acido)
propiolico, alcole (#8594; propargilico, alcole)
propionica, aldeide propanale
propionico, acido propanoico, acido
prussiato giallo potassio esacianoferrato(II)
prussiano rosso potassio esacianoferrato(III)
resorcina 1,3-diidrosssibenzene
resorcinolo (#8594; resorcina)
rosso indiano ossido di ferro(III)
rosso inglese (#8594; rosso indiano)
rubidia ossido di rubidio
sale di azcetosella potassio idrogenossalato
sale amaro magnesio solfato
sale ammoniaco ammonio cloruro
sale di antimonio aAntimonio trifluoruro + sodio fluoruro
sale argenteo sodio antrachinon-2-solfonato
sale di Epsom (#8594; sale amaro)
sale di fischer potassio esanitrocobaltato(III)
sale di fosforo ammonio e sodio idrogenofosfato
sale di Glauber sodio solfato
sale inglese (#8594; sale amaro)
sale di Klee (#8594; sale di acetosella)
sale di Magnus tetramminoplatino(II) cloruro
sale microcosmico (#8594; sale di fosforo)
sale mirabile (#8594; sale di Glauber)
sale di Montequi ammonio tetratiocianomercurato(II)
sale nitroso R sodio 1-nitroso-2-naftol-3,6-disolfonato
sale di Peyrone cis-diamminodicloroplatino
sale R sodio 2-naftol-3,6-disolfonato
sale di Reineke ammonio diamminotetratiocianomercurato(II)
sale per riserva sodio m-nitrobenzensolfonato
sale di Rochelle potassio e sodio tartrato
sale di Schlippe sodio tioantimoniato
sale di Seignette (#8594; sale di Rochelle)
sale di Sorel (#8594; sale di acetosella)
sale solvente B sodio m-benzilamminobenzensolfonato
sale volatile ammonio carbonato
salgemma sodio cloruro
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salmarino (#8594; salgemma)
salmiaco ammonio cloruro
sapone dei vetrai diossido di manganese
scandia ossido di scandio(III)
scatolo benzo[b]1H-azolo
serpente del Faraone mercurio(II) tiocianato
sebacico, acido decandioico, acido
silani idruri di silicio
silice diossido di silicio
soda ossido di sodio, sodio carbonato
soda caustica idrossido di sodio
solfidrati idrogenosolfuri
sorbico, acido 2,4-esadienoico, acido
sorbite esanesolo
sorbitolo (#8594; sorbite)
spirito etanolo
spirito di legno metanolo
spirito di Venere acetico, acido
stearica, aldeide 1-octadecanale
stearico, acido octadecanoico, acido
stearilico, alcole 1-octadecanolo
stearolico, acido 9-octadecinoico, acido
stibano triidruro di antimonio
stronziana ossido di stronzio
suberico, acido octandioico, acido
sublimato corrosivo mercurio(II) cloruro
succinico, acido butandioico, acido
tapsico, acido esadecandioico, acido
tartarico, acido diidrossibutandioico, acido
tartaro delle botti (#8594; cremortartaro)
tartaro emetico antimonile e potassio tartrato
tartronico, acido idrossipropandioico, acido
terbia ossido di terbio(III)
tereftalico, acido 1,4-benendioico, acido
tetraidrofurano ossolano
tetraidropirano ossano
tetraidrotiofene tiolano
tetraidropirano tiano
tetrolica, aldeide 2-butinale
tetrolico, acido 2-butinoico, acido
tiazolo 1,3-tiazolo
tiazolo iso 1,2-tiazolo
tiglica, aldeide 2-metil-2-butenale
tiglico, acido trans-2-metil-2-butenoico, acido
tiofene tiolo
tiopirano #945; 2H-tiina
tiopirano #946; 4H-tiina
toluici, acidi metilbenzoici, acidi
trielina 1,2,2-tricloroetene
trimellitico, acido 1,2,4-benzentrioico, acido
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trimesico, acido 1,3,5-benzentrioico, acido
valerianiche, aldeidi pentanali
valerianici, acidi pentanoici, acidi
valerone 2-pentanone
verde di Arnaudon cromo fosfato
verde di rame rame idrossocarbonato
verde di guignet ossido di cromo(III)
verde di Scheele rame arsenito
verde di Schweinfurt rame acetoarsenito
vermiglione mercurio(II) solfuro
vetriolo (#8594; olio di vetriolo)
vetriolo azzurro rame(II) solfato
vetriolo bianco zinco solfato
vetriolo di piombo piombo solfato
vetriolo verde ferro(II) solfato
vetro solubile soluzione acquosa di sodio silicato
vinilacetico, acido 3-butenoico, acido
vinile cloruro 1-cloroetene
vinilico, alcole etenolo
vinilidene cloruro 1,1-dicloroetene
violetto di cobalto cobalto silicati
violetto di stagno stagno cromato
xantene dibenzo-4H-ossina
zucchero di bietola saccarosio
zucchero di canna (#8594; zucchero di bietola)
zucchero invertito glucosio + fruttosio
zucchero di latte lattosio
zucchero di malto maltosio
zucchero di Saturno piombo idrossoacetato
zucchero d’uva glucosio
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