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 Invecchiamento della popolazione e le prestazioni
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Posted - 11 July 2008 :  11:55:47  Show Profile  Reply with Quote
GLI ALTRI PAESI HANNO GIA PENSATO DI RISOLVERE IL PROBLEMA E NOI COSA ASPETTIAMO A FARLO ?

Quello dell'invecchiamento della popolazione è forse il più epocale mutamento socio-culturale "non cruento" al quale le società economicamente avanzate hanno mai assistito, mutamento che sta rivoluzionando la vita delle comunità e che è tipico di tutti quei paesi che sono in grado di assicurare, ai propri abitanti, una tutela di vita e dunque una speranza di sopravvivenza elevata. In termini statistici è un indicatore di benessere ed esprime, in termini sintetici, le capacità di una società di rispondere alle istanze primarie dei propri cittadini che sono quelle della propria sopravvivenza.
Da questo punto di vista l'Italia è un paese dove si invecchia molto e la longevità è la più alta al mondo .l'invecchiamento causerà il fallimento del sistema di protezione sociale e sarà la principale causa della crisi economica del nostro sistema sanitario?
Ogni mutamento introdotto nel sistema (come quello demografico) impatta inevitabilmente gli ordini pre-costituiti; quelli sui quali si fonda l'equilibrio e l'organizzazione di una società (dal p.v. economico, sanitario, familiare, scolastico,..) creando reazioni e resistenze in tutto il sistema sociale .
Non c'è dunque da meravigliarsi che l'invecchiamento della popolazione, che va
sconvolgendo equilibri millenari, crei oggi così tanta inquietudine.
Se l’aumento delle persone anziane,, è dovuto al fatto che si spende enormemente per mantenerle in vita, è certo che le spese per la sanità e per la protezione sociale
aumenteranno moltissimo nel futuro. Il vero problema della vecchiaia , oggi come ieri, è strettamente legata alla dipendenza , sia dal punto di vista sanitario che sul piano della sicurezza economica.
Per migliorare la salute dei cittadini (anche di quelli anziani) e ridurre le ineguaglianze nelle condizioni di salute (che includono anche l'accessibilità e la fruibilità degli stessi servizi) è su tutte queste variabili che bisogna agire. Il sistema sanitario pubblico non potrà più bastare .Per molti economisti e politici, l’invecchiamento della popolazione ed i progressi della ricerca scientifica, specialmente nel campo medico, stanno generando una richiesta quasi inarrestabile di ulteriori spese per la previdenza e l’assistenza. Il Welfare è diventato un incubo che, secondo loro, prosciuga il sangue vitale dell’economia e i vecchi un peso morto nella nuova competizione creata dalla mondializzazione. Questo orientamento porta al convincimento della ineluttabilità di un regresso sociale; di una visione sacrificale dell'economia e tende a dimostrare che la politica in questo caso può fare molto. Il compito e il dovere istituzionale di un Paese, di una Regione e di una Provincia moderna dovrebbe essere quello di sapersi far carico dell'idea di "bene comune", in altre parole del "bene dell'altro" del miglioramento delle sue condizioni di vita. Insomma è necessario un atto di responsabilità
Secondo i calcoli dell’istat nel 2016 gli ultrasessantenni saranno 17.459.984,pari a tutti gli abitanti della Liguria,della Lombardia , del Veneto, del Friuli Venezia giulia e del Trentino-Alto Adige messi insieme .gli ultrasessantenni saranno 9.549.242,come tutti gli abitanti della Lombardia.Gli ultraottantenni 4.080.881,come tutti gli abitanti dell’Emilia Romagna .Gli ultranovantenni 769.918,come tutti gli abitanti dell’Umbria. Attualmente sempre secondo i dati istat in Italia ci sono circa 10 milioni di ultrasessantacinquenni pari a quasi il 20% della popolazione e tenderà ad aumentare nei prossimi anni .In italia abbiamo circa 8 milioni di edentuli , che hanno bisogno di protesi mobili . Attualmente sempre secondo i dati istat in Italia ci sono circa 10 milioni di ultrasessantacinquenni pari a quasi il 20% della popolazione e tenderà ad aumentare nei prossimi anni . Oggi le cure dentarie vengono effettuate per il 95 per cento dai privati ,gli studi odontoiatrici sono troppi e di piccole dimensioni, con costi di gestione elevatissime, il modello italiano odontoiatrico è inefficiente e costosissimo , solo un terzo della popolazione si può curare , la popolazione è costretta andare all’estero per curarsi ,dove emerge che il costo delle cure sono in linea con quelle italiane ,mentre le protesi costano la metà rispetto all’Italia ed proprio il costo basso delle protesi che spinge gli italiani a rivolgersi all’estero e se non si fa qualcosa la situazione è destinata a peggiorare nei prossimi anni .
La presenza di associazioni monopolistiche nel nostro paese come quella dei dentisti ,gli alti profitti monopolistici così raggiunti , stanno danneggiando l’intera collettività. La necessità della popolazione di avere protesi di qualità con prezzi adeguati ai loro stipendi obbliga le forze politiche a riscrivere le regole che intercorrono tra paziente dentista e odontotecnico. Le protesi vanno pagate direttamente all’odontotecnico cioè a colui che effettivamente le realizza evitando così qualsiasi, passaggio,rivendita , commercializzazione, speculazione economica da parte del dentista. Mentre i dentisti sono preoccupati non tanto della popolazione che non può curarsi e che è costretta andare all’estero , ma sono preoccupati di mantenere i loro privilegi , che il loro modello corporativo finisca , portando alla chiusura dei loro ambulatori inefficienti , addirittura la lobby sta lanciando un Sos al ministro Sacconi: «Così chiudiamo gli ambulatori». a mandare messaggi di grande apprensione: se il governo non adotta misure di salvataggio per neutralizzare gli effetti del decreto che l’ex ministro Livia Turco ha firmato il 25 marzo, dando il via al cosiddetto secondo pilastro del Servizio sanitario nazionale, uno studio dentistico su due è destinato a serrare i battenti. Sarebbe questa la conseguenza di un provvedimento con il quale, mediante la deducibilità sino a 3615 euro l’anno, si aprono a casse, fondi e società di mutuo soccorso le cure odontoiatriche. I lavoratori dipendenti pagheranno un'assicurazione integrativa inclusa nel contratto di lavoro, e poi potranno accedere alle cure dentarie nelle strutture collegate ai fondi.
«Questi fondi sono destinati ad andare subito in rosso. un’epidemiologia diffusissima e lo Stato non è in grado di fronteggiarla. L’odontoiatria costa, perché ci sono troppo studi inutili e sono un costo per la società e per un interesse generale della popolazione è giusto che chiudano , in quanto esistono già nel mercato figure preposte per riabilitare un paziente edentulo eliminado così ulteriori passaggi che non fanno altro che aumentare i costi delle protesi. Nella riabilitazione di un edentulo in termini di prestazione che vantaggio può dare uno studio dentistico rispetto a un odontotecnico ,quali sono oggettivamente i vantaggi per il paziente se non quello di far pagare tre volte di più la sua protesi . Tanto è vero è vero che in Canada ,in Australia , negli stati uniti , in Inghilterra tanto per citare alcuni paesi hanno già risolto questo problema dando la possibilità all’odontotecnico di fare la protesi mobile facendo così sono migliorate le prestazioni e si sono dimezzati i prezzi . Io credo che sia giusto che i consumatori abbiamo il diritto a pagare un prezzo più basso e ad avere la libertà di scelte ,di andare da chi vogliono , è chiaro che poi i dentisti si appelleranno alla tutela della salute e della sicurezza dei pazienti, ma i pazienti percepiranno gli argomenti dei dentisti in modo negativo, cioè come una difesa corporativa che va a svantaggio dell’interesse generale della popolazione. La necessità della popolazione di avere protesi di qualità con prezzi adeguati ai loro stipendi obbliga le forze politiche a riscrivere le regole che intercorrono tra paziente dentista e odontotecnico. Il paziente deve avere la possibilità di pagare le protesi direttamente all’odontotecnico cioè a colui che effettivamente le realizza evitando così qualsiasi, passaggio,rivendita , commercializzazione, speculazione economica da parte del dentista.
Queste sono le politiche per una vera equità,giustizia sociale ,per una ridistribuzione dei redditi ,per una economia razionale . che potrebbe consentire a costi equi,senza alcun passaggio ,senza rincari un maggior accesso alle prestazioni. Il politico deve cogliere l’elemento chiave per risolvere l’annoso deprecabile ingiusto fastidioso problema del caro protesi ,imposto dalle lobby,che sta negando di fatto a oltre il 50% della popolazione l’accesso alle cure .
La grande opportunità la grande fortuna è; che in Italia esiste già un operatore sanitario chiamato odontotecnico considerato il migliore del mondo con quasi 4000 mila ore di insegnamento specifico in riabilitazione protesica che è veramente in grado di farle le protesi,non come i dentisti che si limitano ad applicarle e quindi a rivenderle ,dotato di strutture organizzate, tecnologicamente avanzate , se gli fosse permesso potrebbe mettere a disposizione questa competenza per un interesse più generale della collettività. E questa è una opportunità che il paese non deve perdere. La soluzione è semplice istituire immediatamente un corso universitario per gli odontotecnici,non si capisce perché non è stato fatto prima i paesi più avanzati lo hanno già fatto 20anni fa .
Perchè far perdere questa opportunità alla nostra società ,perché non pensare al futuro di questa società che sta invecchiando .Lo stato attuale della popolazione anziana e futura ,dove si sta vivendo un cambiamento demografico senza precedenti ,dove avremo un incremento degli anziani di circa 20 milioni nei prossimi anni ,la loro situazione oro dentale presenterà un edentulismo ,di circa il 70%/80%. La protesi mobile una scienza a parte, dove l’odontotecnico per preparazione, per tradizione e cultura è l’unico a essere in grado a farla a prezzi accessibili ,senza pesare sulla spesa pubblica. Il legislatore deve cogliere questa opportunità per un interesse generale della popolazione, la collettività potrebbe avere a disposizione un operatore con competenze tali da essere in grado di dare prestazioni eccellenti e in sicurezza,un servizio altamente qualificato e a prezzi accessibili senza pesare ulteriormente sulle casse dello stato. Lo stato deve dare risposte permanenti per risolvere il problema a quei oltre dieci milioni e in un prossimo futuro 20milioni di Italiani con redditi molto bassi ,che attualmente non possono permettersi di fruire a tale prestazioni. Da notare che questa figura esiste già da anni in tutti i paesi più avanzati e non capisco il motivo perché questo non si possa fare anche in Italia ,perché va contro gli interessi corporativi della lobby dei dentisti ,se il motivo è questo riconfermo che il nostro paese è in mano alle lobby.
E tutto ciò è fattibile anche in breve tempo ,mi domando perché non è stato fatto prima .
Vogliamo veramente portare avanti una politica sociale dell’odontoiatria Italiana vogliamo veramente pensare al futuro del nostro paese, oppure dobbiamo subire la prepotenza del potere mafioso delle lobby che con mille scuse cercano di bloccare il corso di laurea in odontotecnica ,questa è l’unica strada percorribile ,fattibile e semplice da realizzare .Si è vero la odontoiatria non è solo protesi ma è soprattutto protesi ,vista l’alta incidenza economica che ha sul costo complessivo delle cure che sta colpendo,flagellando l’intera popolazione conseguenza questa di quel settanta per cento della popolazione che non ha la possibilità di accedere alle cure odontoiatriche . Ciascuna corporazione sarà pure forte, ma mai quanto decine di milioni di cittadini a cui arrivi la notizia che possono avere servizi migliori a prezzi più bassi, oppure vogliamo barattare il destino di 20milioni di italiani per gli interessi di parte di una corporazione , che è solo un costo per la collettività .

ODONTOBIO

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Posted - 13 July 2008 :  22:59:32  Show Profile  Reply with Quote
Il punto cardine da tenere a mente è la illegittimità del art 11 ,perché incostituzionale. l’Art. 33. della costituzione afferma che l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.Art 28 introduce l’elemento cardine della drammaticità della questione degli odontotecnici ,oltre a essere incostituzionale e discriminatorio rispetto a tutte le altre professioni tecnico sanitarie è anche la causa di tutti i nostri problemi ,in quanto noi non siamo nati per fare i controtezisti , NON SIAMO NATI PER ESSERE SOLO STRUMENTO DI ARRICCHIMENTO PER I DENTISTI . E quindi mai perdere di vista il punto cardine causa prima di tutti i nostri problemi; che all’odontotecnico gli è impedito di esprimere la sua arte , la sua scienza . Lo stesso parere del 1928 dello stesso Consiglio Superiore di Sanità il quale, pronunciandosi sul contenuto della disciplina concernente l’originario profilo dell’arte ausiliaria delle professioni sanitarie di odontotecnico, aveva già evidenziato l'inadeguatezza sostanziale di quella disciplina ed aveva affermato che, se si intendeva “mantenere in vita l'arte di odontotecnico attraverso un riconoscimento giuridico di legge, occorreva facoltizzarlo a COMPIERE TUTTI QUEGLI ATTI PRELIMINARI ED ACCESSORI RISPETTO A QUELLI PRINCIPALI , e quindi, le rilevazioni necessarie nella bocca già preparata dal medico, con le relative prove ed adattamenti, non potessero negarsi all'odontotecnico.
E questo rende illegittimo anche il percorso del 28 in quanto art 11 è contraddittorio e incoerente rispetto al parere stesso del CSS DEL 28.
Con Sentenza n. 423/2006 ha stabilito che anche se i contenuti di tale attività (odontotecnica) sono definiti dal R.D. n. 1334/28 e dal R.D. n. 1265/’34, “questi testi normativi qualificano l’odontotecnico come esercente arte ausiliaria delle professioni sanitarie” e a questo specifico proposito “la Corte ha già riconosciuto che le arti ausiliarie delle professioni sanitarie rientrano nella materia delle professioni (sanitarie) di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione” (Sentenze n. 353/2003 e n. 319/2005).
L’art. 11 è illegittimo e contraddittorio rispetto anche la 93/42 che va affrontata in base a quelle che sono le considerazioni giuridiche e cliniche .Occorre prima definire il concetto di biocompatibilità. La biocompatibilità di un dispositivo su misura consiste nella sua capacità di produrre una risposta immunitaria appropriata dell’ospite o nella qualità di non causare effetti o insulti tossici nel sistema biologico ospite. La reazione dell’ospite dipende, da una parte, da complicati processi di emostasi e risposta immunitaria dall’altra dai singoli componenti di un materiale e dalla loro interazione .In base a queste considerazioni si possono distinguere la biocompatibilità a lungo termine di dispositivi innestati( le nostre protesi) e a breve termine materiale rimovibile ( materiale per impronte).
Quelle a lungo termine prevede la capacità del dispositivo di svolgere la sua funzione all’interno dell’ospite senza causare alcuna reazione tossica locale e/o sistemica e funzionale .Per tale motivo la 93/42 impone che solo il personale abilitato può immettere in commercio dispositivi su misura , in quanto i dispositivi su misura che possono essere immessi in commercio devono soddisfare tali requisiti. In generale potremo dire che i dispositivi devono essere progettati e fabbricati in modo tale che la loro utilizzazione non comprometta lo stato clinico e la sicurezza dei pazienti . La norma in oggetto Cap 1 all. 3 classifica i dispositivi in quattro classi di rischio . I nostri dispositivi rientrano nella classe 1 ed è svolta unicamente dal fabbricante ,che per immettere in commercio i dispositivi su misura di classe prima deve possedere un titolo di abilitazione sanitaria e essere inserito nel registro fabbricanti presso il ministero della salute. Per chi immette dispositivi su misura senza avere il titolo e senza avere il numero di registrazione del ministero della salute oltre a essere vietato può essere perseguito anche penalmente . E’ opportuno richiedere “un sollecito ripristino della legalità nell’attuazione della Direttiva CEE 93/42”e dell’art 28 .Il profilo è una necessità per alcuni e una opportunità per altri in previsione di prospettive lavorative più ampie .
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ODONTOBIO

7 Posts

Posted - 26 July 2008 :  21:09:32  Show Profile  Reply with Quote
Gli odontotecnici che effettuano tutti gli stadi dalla costruzione della protesi dentaria - dall'impronta all'applicazione - e che a tal fine hanno seguito una formazione supplementare, sono denominati in modo diverso nei vari Stati membri: "odontoprotesista" in Belgio e in Olanda, "odontotecnico clinico", in Danimarca e nel Regno Unito ecc. La Federazione internazionale della professione utilizza il termine inglese "denturist-denturologist". Denturist" è un'indicazione comunemente usata, internazionalmente la professione inoltre si riferisce a da una serie di nomi specifici di una lingua, per esempio:

Belgium: Tandprothesist
Canada: Denturist/denturologiste
Germany: Zahnporthetiker
Austria: Osterreich
Finland: Special Dental Technician
France: Denturologiste
Netherlands: Tandprotheticus
South Africa: Denture prosthetist/Tand Protetikus
Denmark: Clinical Dental Technician
United Kingdom: Clinical Dental Technician
Il Denturist è un odontotecnico che fabbrica, adatta e ripara le dentiere direttamente al paziente. I denturist oltre a essere in grado di progettare e costruire le protesi le inseriscono senza alcuna intermediazione da parte del dentista Coloro che promuovono la figura del denturist, evidenziano che i dentisti sono degli intermediari che non fabbricano le dentiere ma le ordinano dai laboratori odontotecnici dove esperti odontotecnici le fabbricano lasciando intendere la maggiore competenza del denturist nella presa delle impronte, nella fabbricazione, e nelle prove di adattamento e sono anche più vantaggiosi per il consumatore. Anche i rappresentanti ufficiali dei denturists ammettono che avendo questi maggiore qualificazione dei dentisti nello specifico del discorso protesi, spesso la loro pratica è vietata e questo è paradossale e inquietante ed è un danno per la collettività in quanto il servizio erogato dal dentista è scadente e costa più del doppio .

I paesi che consentono agli odontotecnici il rifornimento delle protesi dentarie al pubblico senza l'intervento di un dentista sono state approvate nei seguenti paesi
DENMARK Case law followed by an Act of Parliament in 1979 1843
TASMANIA, Australia 1958
ZURICH, Switzerland 1961
ALBERTA, Canada 1961
BRITISH COLUMBIA, Canada 1962
FINLAND 1964
MANITOBA, Canada 1970
VICTORIA, Australia 1972
ONTARIO, Canada 1972
NOVA SCOTIA, Canada 1973
QUEBEC, Canada 1973
NEW SOUTH WALES, Australia 1975
NEW BRUNSWICK, Canada 1976
SASKATCHEWAN, Canada 1977
MAINE, U.S.A. 1977
ARIZONA, U.S.A. 1978
COLORADO, U.S.A. 1979
OREGON, U.S.A. 1980
IDAHO, U.S.A. 1982
MONTANA U.S.A. 1984
SOUTH AUSTRALIA 1984
NEWFOUNDLAND, Canada 1984
YUKON TERRITORY, Canada 1984
WESTERN AUSTRALIA 1985
SPAIN 1986
PORTUGAL 1986
NEW ZEALAND 1988
HOLLAND, Netherlands 1989
Milton Friedman, l'economista americano celebre e vincitore del premio Nobel, sostiene in modo convincente che le misure restrittive riducono sia la qualità che la quantità di servizi medico-sanitari. Le pratiche restrittive, legislative o de facto, che forniscono il controllo del rifornimento dei servizi protesici inflaziona artificialmente il prezzo di questi servizi dentali di sanità della comunità. Chiaramente, i pazienti hanno la libertà di scegliere la cura ed i servizi in una gamma di professionisti dentali qualificati di sanità. Con lo sviluppo delle competenze internazionali della linea di base e lo sviluppo delle occasioni di prim'ordine di aggiornamento e di corsi di aggiornamento,da parte degli odontotecnici. I pazienti devono essere liberi di selezionare il tipo di servizio che soddisfano al meglio le loro esigenze in termini di cura personale, benessere ed accessibilità.
In Italia i dentisti hanno una posizione di monopolio per tutti gli atti praticati nel cavo orale, quindi anche gli atti non medici, come quelli tecnici . In altri Stati membri, invece, gli odontotecnici applicano le protesi senza intervento del dentista. Tra i due estremi si situano le legislazioni che riconoscono agli odontotecnici il diritto di applicare protesi dentarie, una volta che il paziente abbia ottenuto un apposito certificato da parte del suo dentista. E' chiaro che la normativa in questo settore in italia non è per nulla armonizzata .
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