REQUISITI PRINCIPALI DI UNA LEGA METALLICA E LA BIOCOMPATIBILITA'
E' assodato che, uno dei requisiti principali di una lega metallica è la biocompatibilità, successivamente dopo la trasformazione, a oggetto finito,
è constatabile tale requisito?
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Struttura e proprietà di leghe a base di palladio per impieghi in odontoiatria protesica
E. Angelini^, F. Baffi°, E. Cordano*, M. R. Pinasco*, F. Rosalbino^
^ Dip. Scienza Materiali Ingegneria Chimica, Politecnico di Torino;
* Dip. Chimica, Sez. Chim. Inorg. Met., Università di Genova;
° Dip. Di Chimica, Sez. Chim. Anal. Ambient., Università Genova;
Le leghe per protesi devono possedere diversi requisiti tra i quali facilità di fusione e di manipolazione nei laboratori odontoiatrici, finezza del grano, buona resistenza meccanica, buona adesione metallo-ceramica, buona stabilità chimica nel cavo orale, caratteristica alla quale sono correlate la resistenza alla corrosione, la tossicità, la tollerabilità ed in ultima analisi la biocompatibilità del materiale. Per queste ragioni le leghe in metalli preziosi ad alto grado di nobiltà sono state da sempre utilizzate in odontoiatria, nonostante il costo elevato, che ha portato alla ricerca di leghe alternative meno nobili.
Oggetto del presente studio sono leghe a base di palladio di media nobiltà e di differente composizione, utilizzate per protesi dentali e destinate ad essere ricoperte in ceramica. Esse sono state studiate in differenti stati metallurgici ottenuti per getto, per deformazione plastica e dopo i processi di manifattura e di ceramizzazione delle protesi. Si è quindi potuto valutare in che misura le procedure di manifattura della protesi, usate nei laboratori odontotecnici, possano influenzare la struttura e le proprietà delle leghe stesse. Sono state studiate tre leghe, la cui caratterizzazione strutturale è stata effettuata mediante microscopia ottica ed elettronica, microanalisi EDAX, diffrattometria X e misure di durezza. La valutazione della resistenza alla corrosione, in fluidi simulanti il cavo orale, è stata effettuata mediante prove elettrochimiche (curve di polarizzazione anodica in saliva artificiale ed in soluzione di Ringer)e mediante prove di perdita di peso in soluzione di NaCl 0,1 M addizionata di acido lattico; al termine delle prove di immersione le soluzioni sono state analizzate mediante spettroscopia di assorbimento atomico fine di determinare l’entità del rilascio ionico.
??( Prove artefatte, e mistificate)
Dall’analisi dei risultati ottenuti si può evidenziare che indipendentemente dalla composizione e dallo stato metallurgico le leghe presentano una buona resistenza alla corrosione, come testimoniato dalle basse (risultati illusori, non veritieri) velocità di corrosione osservate in entrambi gli ambienti (Deludenti, falsi).aggressivi considerati. Inoltre nell’intervallo di potenziale in cui si dispongono naturalmente le leghe nel cavo orale, compreso tra 0.1 e + 0.3 V(SCE), le densità di corrente anodica sono basse. (Questi per loro ragioni continuano a raccontare storielline di fantascienza, nascondendo la verità! “ nei manufatti in lega matallica preziosa. Il potenziale elettrochimico è abbastanza alto - dai 6 ai 20 V (la vera causa della incompatibilità, quale è l’intereazione con quello corporeo, come si comporta la dissoluzione ionica, quali sono le intolleranze, le patologie?) All’interno di questo buon comportamento l’elevata sensibilità delle tecniche elettrochimiche consente di differenziare la tendenza alla dissoluzione anodica delle leghe sottoposte ai vari trattamenti termici e meccanici. Attraverso le prove di corrosione ad immersione statica (eseguite secondo le normative attualmente proposte per la certificazione) è stata evidenziata l’influenza del tipo di alligazione sul rilascio di ioni nelle soluzioni considerate.
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